Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15088 del 21/01/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 15088 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SAVANI PIERO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
DUORIC VOURDON N. IL 23/01/1970
TONSI DIEGO N. IL 11/09/1968
TONSI DENIS N. IL 10/07/1982
avverso la sentenza n. 66/2013 CORTE APPELLO di MILANO, del
09/05/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERO SAVANI;

Data Udienza: 21/01/2015

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IN FATTO E DIRITTO
° Con la sentenza in epigrafe la Corte d’appello di Milano ha confermato la sentenza emessa in data
31 ottobre2012 dal locale Tribunale, appellata da DUORIC Vourdon, TONSI Diego e TONSI
Denis, dichiarati responsabili del delitto di tentato furto aggravato in concorso, commesso il 24
óttobre2012.
Propongono ricorso per cassazione gli imputati che deducono difetto di motivazione sulla
configurabilità del tentativo, lamentando omessa risposta alle doglianze dell’appello.
Osserva il Collegio che i ricorsi sono manifestamente infondati, perché correttamente la Corte di
merito ha rilevato come il comportamento dei tre, che avevano ispezionato l’interno di più auto
finendo poi per dedicarsi al tentativo di aprire forzandola la portiera di una MINI Cooper,
interrómpendosi solo perché l’agente di p.s. fuori servizio, che si trovava fermo in auto nei pressi
aveva lampeggiato con i fari, avesse integrato gli estremi del contestato tentativo di furto aggravato,
dimostrato poi dal successivo rinvenimento di tracce della forzatura sulla portiera del veicolo da
parte del proprietario.
La Corte di merito ha evidenziato tutti gli elementi che giustificavano la conferma della condanna e
i passaggi dell’impugnazione su cui non si sarebbe soffermata appaiono all’evidenza privi di
rilevanza, come quello sulla normale condotta di guida dei tre mentre si allontanavano dal luogo del
fatto seguiti dal veicolo del testimone, circostanza priva di rilievo se si considera come fosse
pacifico che questi era a bordo di vettura privata e che i tre non si trovavano in quel momento
soggettivamente inseguiti dalla polizia, così che nessun rilievo ha il fatto che la Corte territoriale
non ne abbia fatto oggetto di preciso passaggio motivazionale.
All’inammissibilità dei ricorsi consegue, ai sensi dell’art. 616 C.P.P., la condanna di ciascun
ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e — per i profili di colpa correlati all’irritualità
dell’impugnazione — di una somma in favore della Cassa delle ammende nella misura che, in
ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in €. 1.000,00# per ognuno.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese
processuali e ciascuno al versamento della somma di €. 1.000,00# alla Cassa delle a
Così deciso in Roma il 21 gennaio 2015.

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