Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15075 del 21/01/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 15075 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SABEONE GERARDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
BASILE DAVIDE N. IL 07/07/1972
avverso la sentenza n. 1439/2013 CORTE APPELLO di PALERMO,
del 11/12/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GERARDO SABEONE ;

Data Udienza: 21/01/2015

RITENUTO IN FATTO

che con l’impugnata sentenza la Corte di Appello di Palermo ha

confermato la sentenza di prime cure che aveva condannato Basile Davide per il

– che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione
l’imputato, a mezzo del proprio difensore, denunciando una illogicità della
motivazione, con particolare riferimento all’affermazione della penale
responsabilità basata sulle dichiarazioni della parte offesa nonché la mancata
concessione delle attenuanti generiche.
CONSIDERATO IN DIRITTO

– che il ricorso va dichiarato inammissibile in quanto il primo motivo sì
sostanzia in una indebita rivisitazione delle risultanze probatorie sulla pretesa
inaffidabilità delle dichiarazioni della parte offesa, perchè non è possibile più
svolgere tale attività avanti questa Corte di legittimità; trattasi inoltre di
doglianza che, per un verso, passa del tutto sotto silenzio la pur esistente
motivazione offerta sul punto dalla Corte territoriale che ha corroborato le
suddette dichiarazioni con le testimonianze Magro e Oliveri e, per altro verso,
non vale a scalfire la granitica giurisprudenza di questa Corte in tema;

il Giudicante ha, invero, correttamente applicato la costante

giurisprudenza di legittimità sul punto secondo la quale le regole, dettate
dall’articolo 192, comma terzo cod.proc.pen. non si applicano alle dichiarazioni
della persona offesa, le quali possono essere legittimamente poste da sole a
fondamento dell’affermazione di penale responsabilità dell’imputato, previa
verifica, corredata da idonea motivazione, della credibilità soggettiva del
dichiarante e dell’attendibilità intrinseca del suo racconto, che peraltro deve in tal
caso essere più penetrante e rigoroso rispetto a quello cui vengono sottoposte le
dichiarazioni di qualsiasi testimone (v. da ultimo, Cass. Sez. Un. 19 luglio 2012
n. 41461); del tutto generiche si appalesano, inoltre, le doglianze in merito alla
mancata rilevanza attribuita ai testi indicati dalla difesa di cui nulla si dice in
merito alla decisività delle loro deposizioni;
– in re ipsa è la gravità della minaccia effettuata a mezzo di fucile
subacqueo caricato con fiocina;
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reato di minacce aggravate;

- con riguardo al diniego della concessione delle attenuanti generiche,
trattasi di doglianza che, per un verso, passa del tutto sotto silenzio la pur
esistente motivazione offerta sul punto dalla Corte territoriale e, per altro verso,
non contiene alcuna indicazione circa le specifiche ragioni che avrebbero dovuto
dar luogo alla chiesta concessione;
– che la ritenuta inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze di

valgano ad escludere ogni profilo di colpa, anche l’applicazione della prescritta
sanzione pecuniaria, il cui importo stimasi equo fissare in euro mille;
P. T. M.

La Corte, dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al
pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore
della Cassa delle Ammende.

Così deciso il 21 gennaio 2015.

cui all’articolo 616 cod.proc.pen., ivi compresa, in assenza di elementi che

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