Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15069 del 21/01/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 15069 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
GOZZINI PAOLO N. IL 18/12/1964
avverso la sentenza n. 2568/2013 CORTE APPELLO di BRESCIA, del
13/02/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 21/01/2015

Gozzini Paolo ricorre avverso la sentenza 13.2.14 della Corte di appello di Brescia con la quale, in
parziale riforma di quella in data 30.4.13 del locale tribunale, concesse attenuanti generiche
equivalenti, è stata rideterminata la pena, per il reato di furto aggravato, in mesi otto di reclusione
ed € 300,00 di multa.
Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, con il primo motivo

attenuanti generiche con il criterio della prevalenza, irrogando una pena, anche pecuniaria,
sensibilmente lontana dai minimi edittali.
Con il secondo motivo si deduce violazione dell’art.606, comma 1, lett.c) c.p.p. per essere stata
irrogata, in violazione del comma 3 dell’art.597 c.p.p., una pena pecuniaria superiore a quella
irrogata dal primo giudice, che era stata di € 206,00 di multa.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, perché manifestamente
infondato, dal momento che i giudici di appello, a fronte di un gravame mirante ad un più
favorevole trattamento sanzionatorio, del tutto legittimamente hanno concesso, a soggetto
pregiudicato, le attenuanti generiche con il criterio della equivalenza, per le considerazioni
compiutamente svolte in parte motiva, senza che possa dirsi violato il principio del divieto della

reformatio in peius, di cui al comma 3 dell’art.597 c.p.p., dal momento che, se pure è stata
aumentata dai giudici di secondo grado la pena pecuniaria irrogata dal primo giudice, quella
detentiva è stata ridotta in misura tale che, operato il ragguaglio della pena pecuniaria ai sensi
dell’art.135 c.p., l’entità finale della pena è inferiore a quella complessivamente irrogata dal
giudice di primo grado (v. Cass., sez.VI, 5 marzo 2013, n.27723).
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.

violazione dell’art.606, comma 1, lett.e) c.p.p. per essere state immotivatamente negate le

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di € 1.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Roma, 21 gennaio 2015
IL CONSIGLIERE estensore

CÀWJ (—

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