Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15059 del 21/01/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 15059 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
BONAVITA SALVATORE N. IL 02/12/1955
avverso la sentenza n. 49/2009 TRIBUNALE di AVELLINO, del
20/06/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 21/01/2015

Bonavita Salvatore ricorre avverso la sentenza 20.6.13 del Tribunale di Avellino che ha confermato
quella in data 31.3.11 del locale giudice di pace con la quale è stato condannato, per i reati di cui
agli artt.594 e 612 c.p., unificati ex art.81 cpv. c.p. e in concorso di attenuanti generiche, alla pena
di € 300,00 di multa e al risarcimento dei danni in favore della parte civile.
Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, violazione dell’art.606,

senza indicare i criteri di valutazione della prova, ma limitandosi a mere presunzioni e illazioni sulla
base delle affermazioni della p.o., non argomentando sull’elemento psicologico e non tenendo conto
della < tenuità complessiva dei fatti di causa con riferimento alla reciprocità delle offese generatesi a seguito di una discussione per futili motivi>.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, perché —a prescindere dalla sua
sostanziale aspecificità – con esso la difesa intende sottoporre al giudice di legittimità aspetti
attinenti al merito, che risultano preclusi in questa sede, sia perché manifestamente infondato, dal
momento che il giudice di appello, con motivazione del tutto congrua ed immune da vizi di
illogicità, ha evidenziato come la responsabilità dell’odierno ricorrente riposi nelle dichiarazioni
della parte lesa — la cui attendibilità è adeguatamente argomentata – , corroborate da quelle rese dai
testi Imbimbo Sergio, Alaia Filomena e Zipolo Saveria, tutti presenti alla vicenda nel corso della
quale l’imputato aveva proferito le frasi ingiuriose di cui all’imputazione proferendo altresì, nei
riguardi della p.o. Valiante Patrizia, la frase: < Ti rompo la faccia!>, correttamente ritenuta
integrare gli estremi del reato di cui all’art.612 c.p.
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.

comma 1, lette) c.p.p. per avere il giudice di appello operato ,

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di E 1.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Roma, 21 gennaio 2015
IL CON yLIERE estensore

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