Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15054 del 21/01/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 15054 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
GIARDINA MORENO N. IL 21/04/1986
avverso la sentenza n. 6173/2012 CORTE APPELLO di MILANO, del
28/03/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 21/01/2015

Giardina Moreno ricorre avverso la sentenza 28.3.13 della Corte di appello di Milano con la quale,
in parziale riforma di quella in data 23.5.12 del Tribunale di Lecco, è stata ridotta la pena a mesi sei
di reclusione per i reati di sequestro di persona e minacce, unificati ex art.81 cpv. c.p.
Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, con il primo motivo
violazione dell’art.606, comma 1, lett.b) c.p.p. per avere il giudice di appello offerto una

stata chiusa a chiave nella camera da letto di quella che una volta era la casa coniugale, ben avrebbe
potuto utilizzare, per uscire, la finestra che affaccia sul balcone comune, situato di fronte alla porta
esterna dell’abitazione, il tutto senza particolari sforzi fisici.
Mancava pertanto l’elemento oggettivo del reato in esame, ma la Corte milanese — si censura con il
secondo motivo — con motivazione contraddittoria e illogica avevano ritenuto che fosse impossibile
per la parte lesa, a causa della situazione di timore in cui versava, trovare una via d’uscita che, ove
anche trovata, l’avrebbe esposta alla reazione dell’imputato, senza considerare invece che non era
rimasta accertata la vera ragione per cui la Perego non aveva utilizzato la finestra per uscire.
Con il terzo motivo si deduce violazione dell’art.606, comma 1, lett.e) c.p.p., con riferimento
all’art.612, comma 2, c.p. per essere stata ritenuta attendibile la dichiarazione della p.o. solo a
motivo delle intervenute remissioni di querele, incomprensibilmente avendo per ciò solo ritenuto i
giudici assenti ragioni di astio da parte della Perego.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, sia perché con esso la difesa
intende sottoporre al giudice di legittimità aspetti attinenti al merito, che risultano preclusi in questa
sede, sia perché manifestamente infondato, dal momento che il giudice di appello, con motivazione
del tutto congrua ed immune da vizi di illogicità, premesso che la vicenda che ne occupa andava
inquadrata nell’ambito di un rapporto conflittuale tra il Giardina e la Perego, legame da cui era nata
la piccola Irene, ha evidenziato come la responsabilità dell’odierno ricorrente derivi dall’essere
rimasto accertato che l’imputato, una volta cessata la convivenza, allorchè si era recato in casa della
Perego per far visita alla figlia, aveva legato i polsi della p.o. con una cintura e l’aveva poi condotta

interpretazione forzata dell’art.605 c.p., senza considerare che benché la p.o. Perego Federica fosse

in camera da letto, lasciandola chiusa a chiave per circa 30 minuti, per poi, in un’altra occasione, al
rifiuto della donna di consegnargli la bambina, minacciare di morte la Perego —le cui dichiarazioni
sono state ritenute attendibili con motivazione adeguata e sostanzialmente non contrastata dal
ricorrente – e i suoi genitori.
Del tutto correttamente sono stati quindi ritenuti sussistenti i reati contestati all’imputato, quello di

apprezzabile lasso temporale, la p.o., dopo averla legata con una cintura, rinchiudendola in camera
da letto da cui — hanno argomentato i giudici all’esito di considerazioni di carattere fattuale non
censurabili in sede di legittimità per non essere manifestamente illogiche — era impossibile per la
donna uscire anche perché si sarebbe esposta, in caso di riuscita della fuga, alla di certo probabile
reazione violenta dell’imputato ancora presente in casa.
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di € 1.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Roma, 21 gennaio 2015

cui all’art.605 c.p. risultando integrato per aver il Giardina privato della libertà personale, per un

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