Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15046 del 21/01/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 15046 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SABEONE GERARDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
HALILOVIC WALTER N. IL 22/06/1980
avverso la sentenza n. 6051/2012 CORTE APPELLO di MILANO, del
22/02/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GERARDO SABEONE ;

Data Udienza: 21/01/2015

RITENUTO IN FATTO

che con l’impugnata sentenza la Corte di Appello di Milano ha

confermato la sentenza di prime cure che aveva condannato Halilovic Walter per

– che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione
l’imputato, personalmente, denunciandone una violazione di legge processuale,
costituita dalla mancata notifica del decreto di citazione in appello presso il
domicilio eletto e di converso dalla notifica presso il difensore domiciliatario;

CONSIDERATO IN DIRITTO

– che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile in quanto, in fatto,
deve premettersi come l’imputato, detenuto per altra causa, risulta aver
rinunciato a comparire al dibattimento con ciò dimostrando di aver avuto piena
conoscenza del giudizio;
– in diritto, questa volta, la nullità assoluta ed insanabile della citazione
dell’imputato, ai sensi dell’articolo 179 cod.proc.pen., ricorre soltanto nel caso in
cui la notificazione della citazione sia stata omessa o quando, eseguita in forme
diverse da quelle prescritte, risulti inidonea a determinare la conoscenza effettiva
dell’atto da parte dell’imputato, mentre non ricorre nei casi in cui risultino violate
le regole relative alla modalità di esecuzione della notifica, per i quali è
applicabile la sanatoria di cui all’articolo 184 cod.proc.pen.(v. Cass. Sez. VI 4
luglio 2008 n. 34170);
– che la ritenuta inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze di
cui all’articolo 616 cod.proc.pen., ivi compresa, in assenza di elementi che
valgano ad escludere ogni profilo di colpa, anche l’applicazione della prescritta
sanzione pecuniaria, il cui importo stimasi equo fissare in euro mille;
P. T. M.

La Corte, dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al
pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore
della Cassa delle Ammende.
1

il reato di tentato furto aggravato;

4

Così deciso il 21 gennaio 2015.

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