Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15041 del 21/01/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 15041 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
SPADA ROBERTO N. IL 03/10/1972
UDOROVIC EROS N. IL 23/07/1974
avverso la sentenza n. 6084/2012 CORTE APPELLO di MILANO, del
21/03/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 21/01/2015

Spada Roberto e Udorovic Eros ricorrono avverso la sentenza 21.3.13 della Corte di appello di
Milano che ha confermato quella in data 24.6.11 del Tribunale di Monza, emessa all’esito di
giudizio abbreviato, con la quale sono stati condannati ciascuno, per il reato di furto aggravato in
concorso, esclusa l’aggravante di cui all’art.625 n.5 c.p. e concesse attenuanti generiche equivalenti
alla contestata recidiva, alla pena di mesi sei di reclusione ed € 180,00 di multa.

essere stata ritenuta l’improcedibilità dell’azione per difetto di querela, dal momento che mancava,
nel documento sottoscritto dalla parte lesa, la volontà che gli autori del furto venissero puniti.
Con il secondo motivo si lamenta mancanza di motivazione in ordine alla richiesta di esclusione
della recidiva e della dichiarazione di prevalenza delle attenuanti generiche.
Osserva la Corte che i ricorsi sono manifestamente infondati.
Legittimamente è stata ritenuta la procedibilità dell’azione penale in conseguenza della ritualità
della querela presentata dal responsabile del cantiere in cui è stato commesso il furto, nella sua
qualità di custode dei macchinari e dei beni ivi depositati.
In detta querela, poi, è espressamente formulata l’istanza punitiva, dal momento che il verbale di
ricezione, redatto dai Carabinieri della Compagnia di Vimercate in data 12.5.11, si conclude con la
richiesta del denunciante della .
Del tutto legittimamente, poi, i giudici di appello hanno ritenuto di dover confermare il giudizio di
equivalenza delle concesse attenuanti generiche, ostando al giudizio di prevalenza la recidiva
contestata ex art.99, comma 4, c.p. ed evidenziando peraltro, per escludere ogni più benevolo
trattamento sanzionatorio, la deteriore personalità degli imputati, gravati da molteplici, gravi e
anche specifici precedenti penali, trattandosi di parametro considerato dall’art.133 c.p. ed
applicabile anche ai fini di cui all’art.62-bis c.p. e senza che i ricorrenti abbiano al riguardo
prospettato, in questa sede, concreti elementi di segno favorevole non considerati dai giudici di
merito.

Deducono i ricorrenti, con il primo motivo, violazione dell’art.606, comma 1, lett.b) c.p.p. per non

Alla inammissibilità dei ricorsi segue la condanna di ciascun ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
C1.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento ciascuno delle spese

Roma, 21 gennaio 2015

processuali e della somma di C 1.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

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