Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 15036 del 21/01/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 15036 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MARASCO VINCENZO N. IL 01/09/1981
avverso la sentenza n. 1414/2010 CORTE APPELLO di
CATANZARO, del 28/01/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 21/01/2015

Marasco Vincenzo ricorre avverso la sentenza 28.1.14 della Corte di appello di Catanzaro con la
quale, in parziale riforma dì quella ìn data 23.2.10 del Tribunale di Lamezìa Terme, è stato
dichiarato non doversi procedere in ordine al reato di porto illegale di coltello (capo B) perché
estinto per prescrizione ed è stata rideterminata la pena, per il residuo reato di furto aggravato, con
le già concesse attenuanti generiche prevalenti anche sulla contestata recidiva, in mesi quattro di

Deduce il ricorrente violazione dell’art.606, comma 1, lett.e) c.p.p. per avere i giudici di appello
richiamato la motivazione del primo giudice in termini del tutto apodittici, senza considerare la
mancata manomissione del contatore da cui partiva il cavo, con conseguente regolare registrazione
del consumo di energia elettrica, con conseguente assenza di danno per l’Enel.
Osserva la Corte che il ricorso è manifestamente infondato, dal momento che i giudici di appello,
con motivazione del tutto congrua ed immune dai lamentati profili di illegittimità, hanno
evidenziato come la responsabilità dell’imputato derivi dall’essere rimasto accertato, secondo le
testimonianze assunte — e che non risultano oggetto di contestazione alcuna – che il predetto ; dopo
essersi introdotto nell’appartamento di proprietà dell’Aterp e temporaneamente non assegnato,
posto sullo stesso pianerottolo della sua abitazione, ha effettuato un collegamento del cavo di
conduzione al contatore di detto appartamento per alimentare ì propri elettrodomestici, senza
stipulare alcun contratto al riguardo, appropriandosi in tal modo illecitamente dell’energia elettrica.
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.

P . Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di € 1.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

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Roma, 21 gennaio 2015

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