Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14993 del 10/03/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 14993 Anno 2015
Presidente: GIORDANO UMBERTO
Relatore: BONITO FRANCESCO MARIA SILVIO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
TELEGRAFO DONATO N. IL 31/01/1987
avverso la sentenza n. 1638/2013 CORTE APPELLO di BARI, del
17/01/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 10/03/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. FRANCESCO MARIA SILVIO BONIT.
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. ebtmche ha concluso per i
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e

Udito, per la parte civile, l’Avv
Uditi difensor Avv.

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Data Udienza: 10/03/2015

1. La Corte di appello di Bari, con sentenza deliberata il 17 gennaio
2014, sull’appello dell’imputato ed in riforma di quella di prime
cure resa dal GUP del tribunale della stessa sede il 9.4.2013,
riduceva ad anni due e mesi otto di reclusione ed euro 3000,00 di
multa la pena inflitta a carico di Telegrafo Donato, imputato del
reato di cui agli artt. 81 c.p. e 75 d. lgs. 6.9.2011, n. 159, per
reiterate violazioni delle prescrizioni impostegli quale sorvegliato
speciale con obbligo di soggiorno (capo A) e del reato di cui agli
artt. 81 e 648 c.p., 2 L. 2.10.1967,11. 895, 23 1. 110/1978 e 72 d. lgs.
159/2011, perché, quale sorvegliato speciale con obbligo di
soggiorno, deteneva illegalmente una pistola cal. 7,65 con matricola
abrasa di provenienza delittuosa ed otto proiettili.
2. Ricorre per cassazione avverso detta sentenza l’imputato,
assistito dal difensore di fiducia, il quale ne denuncia l’illegittimità
in relazione alla determinazione della pena, sul rilievo che sarebbe
stata applicata, per la continuazione, una pena non consentita,
giacché portata in aumento, ai sensi dell’art. 81 c.p., per la
violazione di cui all’art. 75 d. lgs 159/2011, la pena della multa non
prevista dalla norma incriminatrice.
3. Il ricorso è fondato.
Ed invero, la corte distrettuale ha determinato la pena inflitta
all’imputato come segue: pena base per il reato ritenuto più grave,
quello di ricettazione dell’arma, delitto contestato al capo B) della
rubrica, anni tre di reclusione ed euro 2500,00 di multa; tale pena
base è stata aumentata, ai sensi dell’art. 81 c.p., di mesi sei di
reclusione ed euro 1000,00 di multa per il delitto di cui agli artt. 2 e
7 1. 895/1967 così come aggravato ex art. 72 d. lgs. 159/2011
(ancora capo B); di mesi tre di reclusione ed euro 500,00 di multa
per il delitto di cui all’art. 23 1. 110/1975 (sempre capo B); mesi tre
di reclusione ed euro 500,00 di multa per il reato di cui all’art. 75 d.
lgs. 159/2011 (capo A della rubrica). Sulla complessiva somma
degli aumenti in tal guisa praticati, pari ad anni quattro di reclusione
ed euro 4500,00 di multa, la corte territoriale ha poi applicato la
diminuente di un terzo per il rito, in tal modo pervenendo alla pena
finale, in concreto inflitta, di anni due e mesi otto di reclusione ed
euro 3000,00 di multa.
Tanto premesso, è fondato il rilievo difensivo, ancorchè in termini
quantitativi diversi da quelli denunciati, posto che la pena per il
reato di cui al secondo comma dell’art. 75 d. lgs, 259/2011,

La Corte, ritenuto in fatto e considerato in diritto

4. La sentenza impugnata va pertanto annullata, senza rinvio,
limitatamente alla quantificazione della pena inflitta, che può essere
corretta dalla Corte, ai sensi dell’art. 620 c.p.p., co. 1, lett. 1),
rideterminando la pena pecuniaria in euro 2.666,00, tenuto conto
degli aumenti correttamente indicati dal giudice di merito in euro
4000,00 (al netto di euro 500,00, come detto, illegittimamente
conteggiati) e della riduzione di un terzo di tale somma (per la
diminuente del rito).
P. T. M.
la Corte, annulla senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente
alla pena pecuniaria che ridetermina in euro 2.666,66 di multa.
Così deciso in Roma, addì 10 marzo 2015
Il Presidente
Il cons. est.

contestato al capo A) della rubrica, è fissata dalla norma
incriminatrice nella reclusione da uno a cinque anni, ed in essa è
assente la sanzione pecuniaria.
Ne consegue che illegittimamente, nella determinazione della pena
di cui innanzi, ha la corte di merito applicato, ai sensi dell’art. 81
c.p., la multa di euro 500,00 (e non di euro 1000,00 come
denunciato in ricorso) in relazione al reato di cui al capo A) portato
in continuazione del reato di ricettazione.

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