Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14992 del 18/11/2014


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 14992 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PEZZULLO ROSA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
FIORILLO ELDA N. IL 21/05/1931
PRETORINO ANNA COLOMBA N. IL 03/09/1969
avverso la sentenza n. 5001/2013 TRIB.SEZ.DIST. di SAN SEVERO,
del 27/03/2013
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 18/11/2014 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. ROSA PEZZULLO
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
cheta concluso per

Data Udienza: 18/11/2014

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udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
Generale, Dott. Eduardo Vittorio Scardaccione, che ha concluso per
l’inammissibilità del ricorso

RITENUTO IN FATTO
1, Con sentenza del 27.3.013 il Tribunale di Foggia, Sezione distaccata
di San Severo, confermava la sentenza del Giudice di Pace di San Severo
del 3.7.2012 con la quale Fiorillo Elda e Pretorino Anna Colomba erano
state condannate alla pena di 300,00 di multa ciascuna per il reato di cui

2. Avverso tale sentenza le imputate, a mezzo del loro difensore, harea
proposto ricorso, lamentando il vizio di motivazione o la manifesta
illogicità della stessa, atteso che il giudice d’appello non ha valutato
l’attendibilità della p.o. e dalle dichiarazioni dei testi Barone e Pretorino
Michele, rispettivamente figlio e fratello delle imputate, si evince ia totale
assenza fisica delle imputate sui luoghi dei fatti; in particolare, andava
considerata la deposizione della Barone, proprio perché estranea a0
antagonisti del processo / in uno alla prova documentale della busta paga;
inoltre, le motivazioni delle sentenze di merito sono pressochè nulle ed,,in
particolare, la sentenza impugnatai traduce nell’enunciazione di formule
di stile.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso non è inammissibile ai sensi dell’art. 606/3 cep,p a sicchè
non è preclusa a questa Corte ia possibilità di rilevare e dichiarare cange
di non punibilità a norma dell’art. 129 c.p.p. (Sez.Un,, n,23428 del
22/03/2005; Sez. IV, n.31344 dell’ 11/06/2013).
2, Per il reato per cui è processo è maturato successivamente alà
sentenza di secondo grado, e precisamente in data 24.8.2013, i termine
massimo di prescrizione, pari ,3d anni sette e mesi sei, a decorrere dai
27.4.2005, a cui vanno aggiunti 301 giorni di sospensione, ma l’obbligo
della immediata declaratoria di tale causa di estinzione, sancito dal primo
comma dell’art. 129 c.p.p., implica nel contempo la valutazione della
sussistenza in modo evidente di una ragione di proscioglimento
dell’imputato, alla luce della regola di giudizio posta dai secondo comma
del medesimo art. 129 c.p.p., rilevabile, tuttavia, soltanto nel caso in
cui le circostanze idonee ad escludere l’esistenza del fatto, la commissione
del medesimo da parte dell’imputato e la sua rilevanza penale emergano
dagli atti in modo assolutamente non contestabile, così che ia valutazione
che il giudice deve compiere al riguardo appartenga più ai concetto di
“constatazione”, ossia di percezione “lctu oculr„ che a quello di

agli artt, 110 e 594 c.p. per avere offeso l’onore di Riccio Assunta.

”apprezzamento” e sia, quindi, incompatibile con qualsiasi necessità di
accertamento o di approfondimento (Sez. III, n.10221 del 24/01/2013).
Nel caso di specie non ricorrono in modo evidente ed assolutamente non
contestabile ragioni di proscioglimento delle imputate, ai sensi dell’ad,
129/2 c.p.p., Ed invero, le questioni che sono state dedotte„ anche in
questa sede, non implicano che ricorressero tali prove evidenti, afferendo
alla attendibilità della p.o., alla non compiuta valutazione delle
dichiarazioni dei testi, ovvero alla insufficiente motivazione in merito alla

3.La sentenza impugnata va, pertanto, annullata

senza rinvio, r:et –

essersi il reato ascritto alle imputate estinto per prescrizione,

p.q.m.
annulla la sentenza impugnata agli effetti penali, perché I reato è
estinto per prescrizione. Rigetta il ricorso agii effetti civili.
Così deciso il 18.11.2014

responsabilità delle imputate.

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