Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14921 del 24/03/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 2 Num. 14921 Anno 2015
Presidente: FIANDANESE FRANCO
Relatore: ALMA MARCO MARIA

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
• RAFFAETTA Roberto, nato a Modena il giorno 18/1/1970
avverso la sentenza n. 10266/13 in data 12/2/2013 della Corte di Appello di
Bologna
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita la relazione svolta dal consigliere dr. Marco Maria ALMA;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale dott.
Antonio GIALANELLA, che ha concluso chiedendo dichiararsi l’inammissibilità del
ricorso;
udito il difensore dell’imputato, Avv. Paolo GALINELLI, che ha concluso
chiedendo l’accoglimento del ricorso.
RITENUTO IN FATTO
Con sentenza in data 12/2/2013 la Corte di Appello di Bologna, in parziale
riforma della sentenza in data 24/9/2006 del Giudice monocratico del Tribunale
di Modena, concesse all’imputato RAFFAETTA Roberto le circostanze attenuanti
generiche, rideterminava la pena inflitta allo stesso in mesi 4 di reclusione ed C
200,00 di multa, confermando nel resto l’impugnata sentenza.
Dal Giudice di prime cure il RAFFAETTA, all’esito di giudizio abbreviato, era stato
dichiarato colpevole del reato di ricettazione di un motociclo Yamaha di
provenienza furtiva e, ritenuta l’ipotesi di cui al capoverso dell’art. 648 cod. pen.,
condannato alla pena ritenuta di giustizia.

Data Udienza: 24/03/2015

Il reato risulta accertato il 15/7/2004 ed all’imputato è stata contestata la
recidiva reiterata specifica ed infraquinquennale.
Ricorre per Cassazione avverso la predetta sentenza il difensore dell’imputato,
deducendo con motivo unico la violazione dell’art. 648 cod. pen. nonché la
manifesta illogicità e/o la mancanza della motivazione del provvedimento
impugnato (ex artt. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.).
Si duole al riguardo parte ricorrente del fatto che il RAFFAETTA sarebbe stato

provenienza illecita quasi si trattasse di una sorta di responsabilità oggettiva e
senza che sia stato scrutinato l’elemento psicologico del reato.
In difetto della prova di tale elemento psicologico l’odierno ricorrente avrebbe
ben potuto essere dichiarato responsabile del reato di incauto acquisto o di
quello di appropriazione di cosa smarrita. Lo stesso è, invece, stato condannato
per ricettazione pur in presenza di una sua confessione in ordine al furto del
mezzo.
Si duole, inoltre, parte ricorrente della manifesta illogicità e/o mancanza di
motivazione della sentenza impugnata laddove la Corte di Appello ha ritenuto
che chi è colto in possesso di un bene di provenienza furtiva è responsabile di
ricettazione senza che sia effettuata alcuna indagine circa il fatto che il soggetto
possa essere l’autore del reato presupposto o di altro reato quale quello di
appropriazione indebita di cose smarrite.

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è manifestamente infondato.
E’ innanzitutto incontestato il fatto che il RAFFAETTA in data 15/7/2004 è
rimasto coinvolto in un incidente stradale mentre era alla guida del motoveicolo
provento di furto consumato in data 25/8/2003 ai danni di MORELLI Roberto.
L’odierno ricorrente aveva poi spontaneamente dichiarato di avere rinvenuto il
veicolo sotto di un cavalcavia, di esserselo portato a casa e di averlo riparato
mediante la sostituzione di parti meccaniche.
Già il Giudice di prime cure aveva ritenuto tale versione dei fatti del tutto
inverosimile trattandosi certamente di bene che non può costituire “cosa
smarrita” tale da tradire la piena consapevolezza in capo all’imputato dell’origine
delittuosa del veicolo.
La Corte di Appello, con una motivazione, congrua, logica e corrispondente agli
assunti della giurisprudenza di questa Corte Suprema ha chiarito che la prova
della consapevolezza dell’elemento psicologico del delitto di ricettazione si fonda

2

condannato per il solo fatto di essere stato trovato in possesso del bene di

- qualora manchi, come nel caso di specie, qualsivoglia valida giustificazione
alternativa – non già si di una presunzione ma su di un’argomentazione logica e
positiva di tale consapevolezza.
Ha aggiunto, inoltre, la Corte di Appello come anche la presenza di un racconto
all’evidenza pretestuoso ed inverosimile come quello fornito dall’imputato,
costituisce esso stesso segnale inequivoco di mala fede.
Al riguardo deve essere evidenziato che così argomentando la Corte di appello si
è correttamente conformata al consolidato orientamento di questa Corte

Fontanella, rv. 248265), ai fini della configurabilità del reato di ricettazione, la
prova dell’elemento soggettivo può essere raggiunta anche sulla base
dell’omessa o non attendibile indicazione della provenienza della cosa ricevuta, la
quale è sicuramente rivelatrice della volontà di occultamento, logicamente
spiegabile con un acquisto in mala fede; in tal modo, non si richiede all’imputato
di provare la provenienza del possesso delle cose, ma soltanto di fornire una
attendibile spiegazione dell’origine del possesso delle cose medesime,
assolvendo non ad un onere probatorio, bensì ad un onere di allegazione di
elementi, che potrebbero costituire l’indicazione di un tema di prova per le parti
e per i poteri officiosi del giudice, e che comunque possano essere valutati da
parte del giudice di merito secondo i comuni principi del libero convincimento (in
tal senso, Cass. pen., Sez. U, sent. n. 35535 del 12/7/2007, dep. 26/9/2007,
Rv. 236914).
A ciò si aggiunga che come ha già avuto modo di precisare già in tempi remoti
questa Corte Suprema, “ai fini dell’accertamento dell’elemento psicologico del
soggetto agente, essendo la volontà ed i moti dell’anima interni al soggetto, essi
non sono dall’interprete desumibili che attraverso le loro manifestazioni, ossia
attraverso gli elementi esteriorizzati e sintomatici della condotta. … Ne deriva
che i singoli elementi e quindi anche quelli soggettivi attraverso cui si estrinseca
l’azione, inerenti al fatto storico oggetto del giudizio, impongono una loro analisi
la quale, essendo pertinente ad elementi di fatto, costituiscono appannaggio del
giudizio di merito, non di quello della legittimità che può solo verificare la
inesistenza di vizi logici, la correttezza e la compiutezza della motivazione,
l’assenza di errori sul piano del diritto, così escludendosi in tale sede un terzo
riapprezzamento del merito” (Cass. Sez. 1, sent. n. 12726 del 28/09/1988, dep.
21/09/1989, Rv. 182105).
Una volta ritenuto sussistente il reato di ricettazione sia sotto il profilo oggettivo
che sotto quello soggettivo era di tutta evidenza che gli altri reati prospettati ih

3

Suprema, a parere della quale (per tutte, Sez. 4 n. 29198 del 25 maggio 2010,

via alternativa dalla difesa dell’imputato non erano meritevoli di essere presi in
considerazione essendo la configurabilità degli stessi implicitamente esclusa da
quello per il quale è stata pronunciata sentenza di condanna.
Poiché, come detto, ci si trova in presenza di una sentenza che ha congruamente
e logicamente motivato sul punto, nessun vizio emendabile in questa sede è
ravvisabile nella stessa.
Per le considerazioni or ora esposte, dunque, il ricorso deve essere dichiarato

Segue, a norma dell’articolo 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento
delle spese del procedimento ed al pagamento a favore della Cassa delle
Ammende, non emergendo ragioni di esonero, della somma ritenuta equa di C
1.000,00 (mille) a titolo di sanzione pecuniaria.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di C 1.000,00 alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il giorno 24 marzo 2015.

inammissibile.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA