Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14911 del 19/03/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 14911 Anno 2015
Presidente: IANNELLI ENZO
Relatore: GALLO DOMENICO

SENTENZA

Sul ricorso proposto da
Durantino Antonio, nato a Ercolano il 10/6/1967
avverso la sentenza 14/3/2012 della Corte d’appello di Firenze, I sezione
penale;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Domenico Gallo;
udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore generale,
Carmine Stabile, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;
udito per l’imputato, l’avv. Gabriele Terranova, che ha concluso per
l’accoglimento del ricorso;

RITENUTO IN FATTO

1.

Con sentenza in data 14/3/2012, la Corte di appello di Firenze, in

parziale riforma della sentenza del Gip presso il Tribunale di Prato, in data
19/12/2008, concesse le attenuanti generiche equivalenti alla recidiva,
riduceva la pena inflitta a Durantino Antonio per i reati di rapina e lesioni
personali, rideterminandola in anni due, mesi sei di reclusione ed C. 600,00

1

Data Udienza: 19/03/2015

di multa ed assolveva l’imputato dal reato di porto ingiustificato di coltello a
serramanico.

3.

Avverso tale sentenza propone ricorso l’imputato per mezzo del suo

difensore di fiducia deducendo violazione di legge e vizio della motivazione.
Al riguardo eccepisce che il fatto non poteva essere qualificato come rapina
in quanto la sottrazione della busta con il denaro era una messa in scena

sottrarre a Valente Giacomo la somma di €.18.350,00 che il Valente aveva
versato al Di Rosalia in pagamento di una fattura da costui emessa per
operazioni inesistenti; somma di cui il Valente si aspettava la restituzione
da parte del Rosalia, detratta l’IVA. Essendosi l’agente impossessato della
somma con il consenso della persona offesa, il fatto non integrava gli
estremi del delitto di rapina. Pertanto la Corte d’appello aveva errato nel
ritenere che la rapina fosse stata effettivamente commessa in danno del
Valente allo scopo di procurare un ingiusto profitto al Di Rosalia. Con il
secondo motivo si duole che la Corte, avendo escluso le aggravanti per il
delitto di rapina, non le avesse escluse anche per le lesioni personali.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1.

il ricorso è fondato.

2.

A Durantino Antonio è stato contestato il reato di rapina, in concorso

con Esposito Ciro (successivamente assolto) perchè

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