Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14904 del 19/03/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 14904 Anno 2015
Presidente: IANNELLI ENZO
Relatore: LOMBARDO LUIGI GIOVANNI

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
ZENTI GUIDO N. IL 12/02/1968
avverso la sentenza n. 2609/2009 CORTE APPELLO di BRESCIA, del
16/11/2012
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 19/03/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. LUIGI GIOVANNI LOMBARDO,
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
che ha concluso per ‘,e ( (kke.tc„`rt-)-;2 J2Q,r12~

Uditi difensor Avv.

Data Udienza: 19/03/2015

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO
1. Zenti Guido ricorre per cassazione – a mezzo del suo difensore avverso la sentenza della Corte di Appello di Brescia del 16.11.2012, che,
in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Bergamo, previo
giudizio di prevalenza della ipotesi lieve di cui al capoverso dell’art. 648
cod. pen. sulla contestata recidiva, ha ridotto la pena irrogata dal primo

Deduce l’inosservanza e l’erronea applicazione della legge, nonché il
vizio della motivazione della sentenza impugnata con riferimento alla
mancata derubricazione del reato di ricettazione in quello di furto.
2. La censura è manifestamente infondata.
Invero, come ha rilevato la Corte territoriale, l’ipotesi che l’imputato
abbia preso parte al presupposto reato di furto non è suffragata da
alcuna prova, non è coerente col lungo lasso di tempo trascorso tra la
sottrazione del titolo e il fatto ascritto all’imputato ed è, altresì, smentita
dalla versione dei fatti resa dalla persona offesa. La motivazione sul
punto è esente da errori logici e giuridici ed è, pertanto, insindacabile in
sede di legittimità.
3. Il ricorso deve pertanto essere dichiarato inammissibile, con
conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e – considerati i profili di colpa – della sanzione pecuniaria
determinata equitativamente come in dispositivo.
P. Q. M.
La Corte Suprema di Cassazione
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e della somma di euro mille alla Cassa delle
ammende.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Seconda Sezione
Penale, addì 19 marzo 2015.

giudice per la ricettazione di un assegno bancario di provenienza furtiva.

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