Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14888 del 17/03/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 14888 Anno 2015
Presidente: GENTILE MARIO
Relatore: PELLEGRINO ANDREA

Data Udienza: 17/03/2015

SENTENZA
Sul ricorso proposto nell’interesse di Papa Leonardo, n. a Roma il
17.12.1992, rappresentato e assistito dall’avv. Gian Antonio
Minghelli, di fiducia, avverso la sentenza della Corte d’appello di
Roma, prima sezione penale, n. 1001/2014, in data 20.06.2014;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
sentita la relazione della causa fatta dal consigliere dott. Andrea
Pellegrino;
udita la requisitoria del Sostituto procuratore generale dott. Eduardo
Vittorio Scardaccione che ha concluso chiedendo di dichiararsi
l’inammissibilità del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza in data 20.06.2014, la Corte d’appello di Roma, in
riforma della sentenza di primo grado pronunciata dal Tribunale di Roma

1

in data 23.10.2013, all’esito di giudizio abbreviato, riduceva la pena
inflitta a Papa Leonardo nella misura di anni due, mesi quattro, giorni
venti di reclusione ed euro 400,00 di multa, con conferma nel resto della
pronuncia di primo grado.
2. Avverso detta sentenza, Papa Leonardo, assistito da difensore,
propone ricorso per cassazione, lamentando violazione dell’art. 606,
comma 1 lett. b) cod. proc. pen. in relazione all’art. 62 n. 4 cod. pen.

per non avere la Corte territoriale riconosciuto il danno di speciale
tenuità ricorrente nella fattispecie ed avendo conseguentemente omesso
di procedere alla riduzione di pena corrispondente a detta attenuante. In
particolare, si censura la decisione della Corte territoriale che ha ritenuto
l’attenuante di cui all’art. 62 n. 4 cod. pen. assorbita nella diversa
dosimetria della pena.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è fondato e, come tale, meritevole di accoglimento.
2. Si legge in sentenza: “… gli ultimi motivi di gravame invocano, in
parte, una diversa dosimetria della pena. In particolare, il motivo che
invoca l’art. 62 n. 4 cod. pen. può considerarsi assorbito in quello più
generale sulla diversa dosimetria della pena”.
2.1. In concreto, dell’attenuante, formalmente riconosciuta, non si è
tenuto conto nel calcolo della sanzione finale che, partendo dalla pena
base di anni due, mesi dieci di reclusione ed euro 400,00 di multa ed
aumentata ex art. 81 cod. pen. ad anni tre, mesi sette di reclusione ed
euro 600,00 di multa, è stata diminuita per il rito ad anni due, mesi
quattro e giorni venti di reclusione ed euro 400,00 di multa.
2.2. L’errore, non emendabile dal giudice di legittimità per il margine di
discrezionalità connesso alla determinazione in concreto della misura
della pena diminuita, ha determinato una ricaduta diretta sul
trattamento sanzionatorio finale da ritenersi, pertanto, illegittimo.
4. Ne consegue l’annullamento della sentenza impugnata limitatamente
alla omessa statuizione in ordine all’attenuante di cui all’art. 62 n. 4 cod.
pen. con rinvio ad altra sezione Corte d’appello di Roma per nuovo
esame sul punto

PQM

2

Annulla la sentenza impugnata limitatamente alla omessa statuizione in
ordine all’attenuante di cui all’art. 62 n. 4 cod. pen. con rinvio ad altra
sezione Corte d’appello di Roma per nuovo esame sul punto.
Così deliberato in Roma, udienza pubblica del 17.3.2015

Dott. AndTa Pellegrino_

Il Presidente
Dott. Mario Gentile

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Il Consigliere estensore

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