Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14879 del 12/12/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 2 Num. 14879 Anno 2015
Presidente: IANNELLI ENZO
Relatore: CERVADORO MIRELLA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
VUILLERMIN FLAVIO N. IL 18/11/1948
avverso la sentenza n. 3997/2012 CORTE APPELLO di GENOVA, del
22/10/2013
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 12/12/2014 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. MIRELLA CERVADORO
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
che ha concluso per

Udito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Avv.

Data Udienza: 12/12/2014

Udita la requisitoria del sostituto procuratore generale, nella persona del dr.
Mario Fraticelli, il quale ha concluso chiedendo che il ricorso venga
dichiarato inammissibile.
Udito il difensore avv.Claudio D’Alessandro, che ha concluso per

l’accoglimento del ricorso.

Svolgimento del processo

Con sentenza del 22.10.2013, la Corte d’Appello di Genova confermava
la decisione di primo grado che aveva condannato Vuillermin Flavio alla
pena di mesi nove di reclusione e € 600,00 di multa per il reato di truffa
aggravata.
Ricorre per cassazione il difensore dell’imputato deducendo: 1)
mancanza e manifesta illogicità di motivazione ai sensi dell’art.606, co.1 lett.
e) c.p.p. in relazione alla sussistenza del reato di truffa, in quanto i giudici di
merito, mentre rilevano che la consegna dei titoli rimasti insoluti ebbe luogo
successivamente alla consegna della merce, da tale circostanza fa discendere
la sussistenza del reato di truffa anziché escluderla. Invero, l’essersi
presentati per pagare la fornitura stessa con assegni risultati scoperti può
comportare l’illecito amministrativo di emissione di assegni in difetto di
provvista, ma non interferisce con la decisione della signora Giuntoni di
fornire la merce; 2) erronea applicazione degli arrt. 192 e 526 c.p.p. e
mancanza, illogicità e contraddittorietà della motivazione ai sensi
dell’art.606, co.1, lett.b) ed e) c.p.p. in riferimento all’ipotetica attività positiva
che sarebbe stata posta in essere dall’imputato anteriormente al sorgere
dell’obbligazione. Nulla lascia supporre che i cantieri mostrati alla Giuntoni
non fossero riconducibili al Vuillermin né che gli autoveicoli visti da costei
fossero di terzi; 3) erronea applicazione della legge penale con riferimento
i

agli artt.640 c.p. 533 co.1 c.p.p. in mancanza degli artifizi e raggiri che devono
qualificare il reato di truffa. L’aver mostrato alla Giuntoni cantieri e
autoveicoli non è infatti di per sé una falsa rappresentazione della realtà, e
unico indizio che emerge dagli atti processuali è invece dimostrativo della
sussistenza di una effettiva attività edilizia.

Motivi della decisione

Con il primo

motivo il ricorrente ha dedotto vizio di motivazione in

ordine alla ritenuta responsabilità, attesa la illogicità di alcune
argomentazioni al riguardo sviluppate. La censura è del tutto inammissibile
posto che, con il motivo in questione, si muovono non già precise
contestazioni di illogicità argomentativa, ma solo doglianze di merito, non
condividendosi dal ricorrente le conclusioni attinte ed anzi proponendosi
versioni più persuasive di quelle dispiegate nella sentenza impugnata. Con
gli ulteriori motivi si è prospettato l’erronea applicazione della legge penale
sostanziale e processuale, in relazione ai criteri di valutazione della prova e
alla sussistenza del reato di truffa, nonché l’illogicità della motivazione a
riguardo. In sostanza, il ricorrente si duole del fatto che sia stata ritenuta la
sussistenza del reato di truffa in base alla mera circostanza che dopo la
consegna della merce furono consegnati titoli rimasti insoluti, nell’assoluta
mancanza di prova di qualsivoglia artificio e raggiro. La doglianza è priva di
consistenza e formulata in termini di una inammissibile richiesta di
rivalutazione di fatti. La Corte di merito ha risposto a tutti i rilievi difensivi,
rilevando con congrua e logica motivazione che la Giuntoni ha riferito di
essere stata indotta a non chiedere alcuna garanzia per le forniture da lei
poste in essere a cagione dell’alto tenore di vita sfoggiato dall’imputato e dai
suoi collaboratori, e dal fatto che lo stesso le avesse mostrato ville, cantieri e

Chiede pertanto l’annullamento della sentenza.

progetti asseritamente a lui riconducibili. E che l’imputato, pur presente al
dibattimento di prime cure, non ha fornito alcuna spiegazione alternativa
all’ipotesi accusatoria, mentre il comportamento tenuto dallo stesso
successivamente al mancato incasso degli assegni (minacce ed insulti alla
parte offesa) appare in linea con il reato di truffa consumata in quanto volto a

dai motivi in esame formulate mere contestazioni di veridicità, in un
impensabile tentativo di ottenere da questa Corte di legittimità un revisione
di merito delle valutazioni stesse.
Il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile.
Ai sensi dell’articolo 616 cod. proc. pen., con il provvedimento che
dichiara inammissibile il ricorso, l’imputato che lo ha proposto deve essere
condannato al pagamento delle spese del procedimento, nonché ravvisandosi profili di colpa (v.Corte Cost. sent.n.186/ 2000), nella
determinazione della causa di inammissibilità – al pagamento a favore della
Cassa delle ammende della somma di mille euro, così equitativamente fissata
in ragione dei motivi dedotti.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro mille alla Cassa delle ammende.
Così deliberato, il 12.12.2014.
igliere estensore
ila Cergro

AA ■tt

paralizzare qualsivoglia iniziativa giudiziaria. E contro tali valutazioni sono

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA