Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14833 del 25/03/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 14833 Anno 2015
Presidente: GIORDANO UMBERTO
Relatore: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA

SENTENZA
sul ricorso proposto da
Bellanti Daniele, nato a Catania il 23/07/1969,

avverso il decreto del 6/05/2014 della Corte di appello di Catania;

visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Antonella Patrizia Mazzei;
lette le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore
Generale, Piero Gaeta, che ha concluso chiedendo la declaratoria di
inammissibilità del ricorso con ogni conseguenza di legge.

RITENUTO IN FATTO

1. La Corte di appello di Catania, con decreto del 6 maggio 2014, ha
confermato il provvedimento del Tribunale della sede, in data 31 ottobre 2013, di
applicazione a Bellanti Daniele della misura di prevenzione della sorveglianza
speciale, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, per la durata di due
anni e sei mesi.
Per quanto interessa in questa sede, la Corte territoriale ha preliminarmente
respinto l’eccezione di violazione del diritto di difesa per omessa notifica al

Data Udienza: 25/03/2015

difensore di fiducia, nominato il 4 giugno 2013, del decreto di fissazione
dell’udienza in camera di consiglio, notificato invece al difensore di ufficio 1’11
giugno 2013.

2. Avverso tale decreto ha proposto ricorso per cassazione il Bellanti tramite
il difensore, il quale, con unico motivo, deduce violazione degli artt. 178, comma
1, lett. c), e 179 cod. proc. pen., riproponendo l’eccezione preliminare respinta

3. Il Procuratore generale, rilevata la correttezza della decisione, ha chiesto
la declaratoria di inammissibilità del ricorso.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è inammissibile, perché affidato a motivo manifestamente
infondato.
La Corte territoriale ha correttamente rilevato che la nomina del difensore di
fiducia del Bellanti era stata formalizzata il 4 giugno 2013, dopo la spedizione per
la notificazione del decreto di fissazione dell’udienza in camera di consiglio,
avvenuta il precedente 31 maggio.
La costante giurisprudenza della Corte, anche nella sua composizione più
autorevole, ha affermato che le notificazioni, le comunicazioni e gli avvisi devono
essere indirizzati a colui che risulta come difensore della parte, d’ufficio o di
fiducia, al momento in cui se ne dispone l’inoltro, senza alcun obbligo di
rinnovazione in favore del difensore successivamente nominato, poiché con la
consegna dell’atto da notificare si cristallizza la situazione processuale relativa
agli adempimenti di cancelleria, fermo restando il diritto del difensore di fiducia
di intervenire all’udienza, con onere per il suo assistito di informarlo della data
(Sez. 3, n. 5096 del 10/10/2013, dep. 03/02/2014, Di Cavolo, Rv. 258839; Sez.
U, Sentenza n. 20300 del 22/04/2010, Lasala, Rv. 246909; Sez. 6, Sentenza n.
27059 del 27/05/2008, Skuqi, Rv. 240582; Sez. 1, n. 19442 del 23/04/2008,
Errante, Rv. 240289).
Nel caso di specie, è pacifico che la nomina del difensore di fiducia
intervenne quattro giorni dopo la trasmissione, a cura della cancelleria, del
decreto da notificare al proposto e al suo difensore d’ufficio, all’epoca investito,
donde la sua piena ritualità in base alla giurisprudenza richiamata.

2

dalla Corte di merito.

2. Segue la dichiarazione di inammissibilità del ricorso e la condanna del
ricorrente, ai sensi dell’art. 616, comma 1, cod. proc. pen., al pagamento delle
spese processuali e, in mancanza di elementi atti ad escludere la colpa nella
determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost., sent. n. 186 del
2000), anche al versamento a favore della cassa delle ammende di una sanzione
pecuniaria che si stima equo determinare, tra il minimo e il massimo previsti, in

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di mille euro alla cassa delle
ammende.
Così deciso il 25 marzo 2015.

euro mille.

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