Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14826 del 19/01/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 1 Num. 14826 Anno 2015
Presidente: CHIEFFI SEVERO
Relatore: CASA FILIPPO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
ZHU JIANZE N. IL 13/10/1976
avverso l’ordinanza n. 7853/2013 TRIB. SORVEGLIANZA di ROMA,
del 13/06/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. FILIPPO CASA;
lette/s-entite le conclusioni del PG Dott. CAQL-peee.3i 193 d-&ni.”;A
n>r_b-c-gs, ,
gLeaL>At›.-f

Uditi difensor Avv.;

d.j.,

cfbiz_k

Data Udienza: 19/01/2015

RITENUTO IN FATTO

1. ZHU Jianze ricorre per cassazione, a mezzo del difensore, avverso l’ordinanza
resa in data 13.6.2014 con la quale il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha dichiarato
inammissibile la sua istanza, finalizzata ad ottenere la misura alternativa della detenzione
domiciliare, perché non erano ancora decorsi tre anni dalla commissione del reato di
evasione.
Deduce erronea applicazione degli artt. 47-ter e 58-quater Ord. pen., censurando
l’automatismo in forza del quale l’ordinanza impugnata aveva revocato la misura

evasione, omettendo completamente di valutare la sussistenza dei presupposti per la
concessione delle misure richieste.
Rimarcava, inoltre, in sintonia con la giurisprudenza di legittimità, che la condanna
per il reato di evasione commesso in regime di custodia cautelare non rilevava rispetto ai
divieti prefissati dall’art. 58-quater citato.
2. Il Procuratore Generale ha presentato conclusioni scritte, con le quali ha chiesto
dichiararsi inammissibile il ricorso.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è fondato e merita accoglimento.
1.1. Questa Corte ha ripetutamente affermato, nella cornice dei principi espressi
in materia dalla Corte Costituzionale, il principio per cui l’ammissione a una misura
alternativa alla detenzione in carcere (nel caso di specie, la detenzione domiciliare ex art.
47 Ord. pen.) di un soggetto nei cui confronti sia stata affermata la penale responsabilità
per il delitto di evasione non può essere automaticamente preclusa o impedit
dall’intervenuta condanna per il reato di cui all’art. 385 cod. pen., a prescindere da
qualsiasi valutazione in ordine all’avvenuta realizzazione di tutte le condizioni per
usufruire (o continuare a usufruire) del beneficio, e in particolare da un’analisi
approfondita della personalità del condannato, della sua effettiva e perdurante
pericolosità sociale (anche alla luce della condotta integrante il reato accertato), dei
progressi trattamentali compiuti e del grado di rieducazione già realizzato (Sez. 1, n.
44669 del 10/11/2009, Rv. 245682; n. 41956 del 22/10/2009, Rv. 245078; n. 22368 del
6/05/2009, Rv. 244130; Sez. 1 n. 7514 del 27/1/2011, Fragale, Rv. 249805; Sez. 1, n.
12957 del 17/12/2013, dep. 19.3.2014, El Fater Hicham, n.m.).
Tale analisi risulta completamente omessa dall’ordinanza impugnata, che si è
limitata a dichiarare inammissibile l’istanza del condannato in forza di un automatismo
basato sulla mera presa d’atto dell’intervenuta condanna del medesimo per il reato di cui
all’art. 385 cod. pen., commesso il 17.11.2011, senza operare alcuna valutazione della
sua reale incidenza sul giudizio di pericolosità del soggetto e sui risultati del percorso
trattamentale e rieducativo compiuto.

alternativa sulla base del solo dato formale rappresentato dall’intervenuta condanna per

1.2. Non solo, ma si deve aggiungere che la condanna per il reato di evasione per
avere effetti preclusivi – seppure nei limiti di cui si è detto – deve avere riguardo a
condotta posta in essere da soggetto in stato di espiazione pena, non invece da soggetto
in custodia cautelare, come verificatosi per il ricorrente: ad opinare in tal senso conduce
l’art. 58-quater Ord. pen., comma 1, che nel prevedere il divieto di concessione di vari
benefici “al condannato per uno dei delitti previsti nell’art. 4 bis, comma 1, che ha posto
in essere una condotta punibile a norma dell’art. 385 c.p.”, fa riferimento – dato l’uso del
termine “condannato” – alla sola condotta tenuta nel tempo successivo all’inizio
dell’espiazione, cosicché deve essere escluso che ai fini dell’operatività del disposto di cui

stato di custodia cautelare (cfr. Sez. 1 n. 7514 del 27/1/2011 cit.).
1.3. Di più, il giudice delle leggi, nel dichiarare inammissibili le questioni di
legittimità costituzionale della L. 26 luglio 1975, n. 354, art. 58-quater, comma 1, in
riferimento agli artt. 2, 3 Cost., art. 27 Cost., comma 3, artt. 29, 30 e 31 Cost., in
quanto stabilisce il divieto di concessione dei benefici penitenziari ai condannati
riconosciuti colpevoli del delitto di evasione (art. 385 cod. pen.), ha affermato che è
possibile una lettura costituzionalmente orientata della norma

de qua

basata

sull’ineliminabile funzione rieducativa della pena, sancita dall’art. 27 Cost., comma 3 e
confermata dalla giurisprudenza della Corte, che ha escluso l’ammissibilità, nel nostro
ordinamento penitenziario, della prevalenza assoluta delle esigenze di prevenzione
sociale su quelle di recupero dei condannati.
La possibilità di valutare, caso per caso, con motivazione approfondita e rigorosa,
la personalità e le condotte concrete del condannato responsabile del reato di cui all’art.
385 cod. pen. consentirebbe di evitare, al contempo, la lesione di diritti inviolabili della
persona, il trattamento uguale di situazioni diverse, la vanificazione della funzione
rieducativa della pena e la compromissione degli interessi della famiglia e dei figli
minorenni, costituzionalmente protetti (Corte cost. 28/5/2010, n. 189; Sez. 1, n. 12964
del 14.1.2014, Saluci, n.m.).
2. L’ordinanza impugnata non appare conforme ai principi sopra enunciati, e,
pertanto, deve essere annullata con rinvio per nuovo esame al Tribunale di Sorveglianza
di Roma perché si attenga ai criteri sopra indicati.

P.Q.M.

Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di
Sorveglianza di Roma.
Così deciso in Roma, il 19 gennaio 2015

D E P ~FATA

all’art. 58-quater Ord. pen., comma 1, possano rilevare condotte di evasione tenute in

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA