Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14823 del 17/12/2014


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 14823 Anno 2015
Presidente: CHIEFFI SEVERO
Relatore: MAGI RAFFAELLO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
MAGLIULO GIOVANNI N. IL 22/08/1972
avverso l’ordinanza n. 90/2014 CORTE APPELLO di L’AQUILA, del
19/05/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. RAFFAELLO MAGI;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott. 6 1 [2.0,u_LcuLeo duk

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Uditi difensor Avv.;
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Data Udienza: 17/12/2014

IN FATTO E IN DIRITTO

1. Con ordinanza emessa in data 19 maggio 2014 la Corte d’Appello di L’Aquila
ha rigettato la richiesta di non esecutività – con eventuale rimessione in termini proposta da Magliulo Giovanni relativa alla sentenza emessa dal Tribunale di
Napoli, Sezione Distaccata di Marano, in data 8 maggio 2008.
Viene ripercorsa, nel provvedimento, la validità delle notifiche operate sia in
rapporto all’avviso di conclusione delle indagini preliminari che in riferimento al
decreto di citazione a giudizio ed all’estratto contumaciale. Si evidenzia altres

perquisizione e sequestro con successiva elezione di domicilio.

2. Avverso detto provvedimento ha proposto ricorso per cassazione – con
personale sottoscrizione – Magliulo Giovanni, deducendo violazione di legge e
vizio di motivazione.
Si contesta la validità della notifica dell’estratto contumaciale, avvenuta ai sensi
dell’art. 161 co.4 cod.proc.pen. (al difensore di ufficio) per inidoneità del
domicilio eletto in data 10 dicembre 2008.
Ciò perché in tale periodo il Magliulo era in realtà detenuto per altra causa, come
poteva essere verificato mediante ricerca presso l’archivio informatico del DAP.
Si rappresenta inoltre che non è indicativa per ritenere sussistente la conoscenza
del procedimento la notifica di un decreto di perquisizione e che il Magliulo non
ha ricevuto ‘a mani proprie’ nessun atto del procedimento.

3. Il ricorso risulta infondato e va pertanto rigettato, per le ragioni che seguono.
Il ricorrente non ha comunicato all’autorità procedente, dopo l’elezione di
domicilio, il sopravvenuto stato di detenzione per altra causa e si duole delle
modalità di notifica dell’estratto contumaciale.
Tuttavia, essendo stata operata una elezione di domicilio, lo stato di detenzione
per altra causa, sopravvenuto alla dichiarazione o all’elezione di domicilio, non
impone, se l’autorità giudiziaria non ne è stata portata a conoscenza da parte
dell’interessato, di eseguire le successive notificazioni presso il luogo di
detenzione piuttosto che presso il domicilio precedentemente dichiarato od eletto
(tra le altre, Sez. II n. 32588 del 3.6.2010, rv 247980). Va pertanto confermata
la decisione emessa dalla Corte territoriale in punto di validità della notifica
dell’estratto contumaciale.
Inoltre, conforme alle norme regolatrici risulta anche la seconda affermazione
contenuta nel provvedimento impugnato, posto che la certa conoscenza del

2

-R4che il Magliulo ha avuto certa conoscenza del procedimento , avendo subito

procedimento (derivante proprio dalla avvenuta elezione di domicilio) preclude la
possibilità di riniessione in termini in caso di giudizio contumaciale.
Ciò perchè la conoscenza del procedimento – e dei contenuti essenziali
dell’addebito – conferisce alla contumacia, pur nel sistema antecedente alla
vigenza della legge n.67 del 2014, la natura sostanziale di rinunzia tacita (e
volontaria) alla partecipazione al procedimento e non rende, pertanto, necessaria
una manifestazione di volontà espressa, come invece ipotizzato dal ricorrente.
Il ricorso va pertanto rigettato, non essendo stati allegati fatti ulteriori, impeditivi

Tribunale di Napoli nel 2008.
Al rigetto del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle
spese processuali.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Così deciso il 17 dicembre 2014

Il Consigliere estensore

Il Presidente

della possibilità di proporre impugnazione alla decisione sfavorevole emessa dal

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