Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14821 del 17/12/2014


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 14821 Anno 2015
Presidente: CHIEFFI SEVERO
Relatore: MAGI RAFFAELLO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
VATHI BUKURIE N. IL 19/03/1969
avverso l’ordinanza n. 2/2013 CORTE APPELLO di ANCONA, del
21/05/2013
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. RAFFAELLO MAGI;
j_t. u_ecor cAfz.
lette/sentite le conclusioni del PG Dott. 12.0 tge>e -t’s
tt-Q._ c5.42t-e.A7o

Z ()A seca>t-Q-Jel›.:

X.Z c..o.Ycl}o

Uditi difensor Avv.;

■•••••

Data Udienza: 17/12/2014

,.,

IN FATTO E IN DIRITTO

1. In data 21 maggio 2013 la Corte di Appello di Ancona ha rigettato l’appello
proposto da Vathi Bukurie – terza intestaria – avverso la confisca di un bene
immobile disposta all’esito di procedura di prevenzione trattata e decisa dal
Tribunale di Pesaro (decreto del 21 febbraio 2013) nei confronti di Canarelli
Paolo, già convivente della Bukurie.
Ad avviso della Corte territoriale sussistono i presupposti di legge per il
mantenimento della confisca dell’immobile – meglio descritto nel provvedimento

non neutralizzati nella loro valenza dimostrativa dal contenuto dell’atto di
appello.
L’immobile viene ritenuto nella disponibilità di fatto del Canarelli e le risorse
destinate al suo acquisto vengono ritenute illecite anche dalla Corte di secondo
grado.

2. Avverso detto provvedimento ha proposto ricorso per cassazione Vathi
Bukurie, a mezzo del difensore di fiducia.
Nel ricorso si articolano, essenzialmente, due denunzie di erronea applicazione
della disciplina normativa di riferimento.
Si contesta la ritenuta fittizietà della intestazione dell’immobile in capo alla Vathi
e si ritiene erronea la omessa riduzione – in subordine – della confisca al valore
della quota effettivamente riferibile all’ investimento operato dal Canarelli.
Nelle more della decisione veniva depositata memoria con cui la ricorrente
chiedeva la concessione di un termine per sanare il difetto di rappresentanza,
non essendo il difensore munito di procura speciale ai sensi dell’art. 100
cod.proc.civ. .

3. Il ricorso, in via preliminare, va dichiarato inammissibile per difetto di
rappresentanza, non essendo stato proposto da difensore munito di procura
speciale ai sensi dell’art. 100 cod.proc.civ. .
Sul tema, oggetto di recenti contrasti interpretativi insorti tra le Sezioni semplici
di questa Corte, sono intervenute le Sezioni Unite con la decisione numero
47239 del 30.10.2014, rv 260894.
Con tale arresto si è affermato che il ricorso proposto – avverso decreto di
confisca emesso in sede di misure di prevenzione – dal difensore del terzo
interessato non munito di procura speciale è inammissibile, nè in tal caso può
trovare applicazione la disposizione di cui all’art. 182 co.2 cod.proc.civ. per la
regolarizzazione del difetto di rappresentanza.

2

impugnato – in virtù degli elementi di fatto esposti nel decreto di primo grado,

L’ampiezza delle argomentazioni espresse in tale decisione – che il Collegio
condivide – impone di rilevare la causa di inammissibilità nel caso qui in esame.
Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna della
ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma
di denaro in favore della cassa delle ammende che stimasi equo determinare in
euro 500,00.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento di euro 500,00 a favore della cassa delle
ammende.
Così deciso il 17 dicembre 2014

Il Consigliere estensore

Il Presidente

P.Q.M.

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