Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14802 del 17/12/2014


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 14802 Anno 2015
Presidente: CHIEFFI SEVERO
Relatore: MAGI RAFFAELLO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

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avverso la sentenza n. 989/2013 CORTE APPELLO di BOLOGNA, del
18/06/2013
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 17/12/2014 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. RAFFAELLO MAGI
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
PaLt .1212._.;
che ha concluso per l’A x; Ferro ag_t ( ).(A
,

Udito, per la parte civile, l’Avv
Uditi difensor Avv.

Data Udienza: 17/12/2014

IN FATTO E IN DIRITTO

1. In data 18 giugno 2013 la Corte d’Appello di Bologna ha confermato, nei
confronti di Xia Xiaofeng la decisione di condanna emessa in data 20 settembre
2012 dal GUP del Tribunale di Bologna. Con tali conformi decisioni di merito Xia
Xiaofeng è stato condannato alla pena di anni 4 di reclusione ed euro 8.000 di
multa per fatto avvenuto il 14 ottobre 2011, qualificato in lesioni aggravate e

continuazione (reato più grave il porto dell’arma) ed applicata la diminuente del
rito abbreviato.
2. Con atto del 30 ottobre 2013 veniva proposto ricorso per cassazione a mezzo
del difensore.
Nel ricorso si contestava, essenzialmente, la decisione emessa in punto di
erronea applicazione della legge penale lì dove si era ritenuta «arma comune da
sparo» l’oggetto utilizzato dall’imputato per offendere la vittima, trattandosi – ad
avviso del ricorrente – di una scacciacani in libera detenzione.
Con dichiarazione resa in data 19 novembre 2013 – successiva al deposito del
ricorso – ed indirizzata alla Corte d’Appello di Bologna – l’imputato rinunziava ai
termini di legge previsti per il ricorso e chiedeva che «la sentenza emessa da
codesta A.G. diventi quanto prima definitiva» .

3. Il ricorso va dichiarato inammissibile per sopravvenuta rinunzia ai sensi
degli artt. 589 e 591 comma 1 lett. d cod. proc. pen. .
Non vi è dubbio, infatti circa la manifestata volontà – in tal senso – del
ricorrente , espressa con la dichiarazione resa il 19 novembre 2013 ed indirizzata
alla Corte di Appello di Bologna, con cui si invoca la definitività della sentenza
originariamente impugnata.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso consegue di diritto la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in mancanza di
elementi atti ad escludere la colpa nella determinazione della causa di
inammissibilità, al versamento a favore della cassa delle ammende di una
sanzione pecuniaria che pare congruo determinare in euro cinquecento, ai sensi
dell’ art. 616 cod. proc. pen. .

P.Q.M.

detenzione e porto di arma comune da sparo, ritenuta sussistente la

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento di euro 500,00 a favore della cassa delle
ammende.
Così deciso il 17 dicembre 2014

Il Presidente

Il Consigliere estensore

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