Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14801 del 19/02/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14801 Anno 2015
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: PETRUZZELLIS ANNA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
CESARANO CIRO N. IL 22/08/1960
avverso la sentenza n. 14010/2013 CORTE APPELLO di NAPOLI, del
11/12/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANNA
PETRUZZELLIS;

Data Udienza: 19/02/2015

P. Q. M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro 1.000 (mille) in favore della Cassa delle ammende.

Così deciso in Roma, all’udienza del 19 febbraio 2015
(

Cesarano Ciro propone ricorso avverso la sentenza della Corte d’appello di Napoli dell’11/12/2013
che ha affermato la sua responsabilità in relazione al reato di cui all’art. 368 cod. pen. relativo alle
false accuse mosse nei confronti della parte lesa del delitto di lesioni di cui era stato ritenuta
responsabile, accusandolo falsamente di danneggiamento alla vetrina del suo negozio
Nel ricorso si lamenta violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla sussistenza del reato,
effetto del travisamento delle prove.
I rilievi formulati in ricorso sono chiaramente inammissibili risolvendosi in censure in fatto, poiché
non si confrontano con le argomentazioni contenute nella pronuncia a contrasto della tesi difensiva;
in particolare la pronuncia ha analizzato la piena compatibilità delle risultanze di accusa rispetto al
tema di prova, nonchè l’incongruenza logica ed il contrasto interno delle opposte versioni rese dai
testimoni offerti dalla difesa, la cui complessiva inattendibilità è stata valutata non idonea a scalfire
le opposte risultanze.
Le osservazioni difensive riguardanti formalmente il travisamento della prova ignorano la piena
conferma della ricostruzione emergente dai due convergenti accertamenti di merito, e
strumentalizzano le valutazioni contenute nella pronuncia di secondo grado, in risposta di specifici
motivi di appello, traendone la presenza di un improprio contrasto ricostruttivo con la pronuncia di
primo grado, in realtà inesistente, per sostenere un preteso travisamento delle risultanze che, nel
sottoporre a questa Corte l’intero portato dichiarativo delle testimonianze assunte, senza
confrontarsi con quanto specificamente dedotto dal giudice d’appello sul punto, anche con
riferimento all’inconciliabilità delle versioni offerte dai testi della difesa, di fatto sono volte a
sollecitare in questa fase un non consentito nuovo giudizio di merito, estraneo all’ambito della
cognizione del giudizio di legittimità.

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