Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14797 del 06/02/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14797 Anno 2015
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: SETTEMBRE ANTONIO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MARINKOVIC VLADA N. IL 28/01/1969
avverso la sentenza n. 854/2013 CORTE APPELLO di MILANO, del
06/11/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANTONIO
SETTEMBRE;

Data Udienza: 06/02/2015

RITENUTO IN FATTO
– che con l’impugnata sentenza la Corte di Appello di Milanoha confermato
quella emessa dal Tribunale di Monza, che ha condannato Marinkovic Vlada per
violenza privata e lesioni personali in danno di Manenti Fabio;

mezzo del proprio difensore, denunciando: a) la nullità della sentenza per le
modalità della sua individuazione; b) una violazione di legge e una illogicità della
motivazione riguardo alla affermazione della sua penale responsabilità; c) una
violazione di legge per la mancata concessione dell’attenuante dell’art. 62, n. 2,
cod. pen.; d) vizio di motivazione in ordine al trattamento sanzionatorio.
CONSIDERATO IN DIRITTO

1) che il ricorso va dichiarato inammissibile in quanto:
– il primo motivo è manifesta,mente infondato, in quanto la sentenza dà conto
delle modalità scrupolose con cui è stato attuato il riconoscimento e, prima
ancora, delle modalità di formazione dell’album fotografico, che comprendeva sia
soggetti maschili che femminili. Solo petizione di principio – già stigmatizzata
dalla Corte d’appello – è quella che gli uomini dell’album avessero età diversa da
quella dell’imputato, mentre perfettamente logica è stata la scelta degli uomini da inserire nell’album – tra quelli appartenenti al nucleo familiare della
proprietaria dell’auto, giacché tra essi era verosimilmente compreso
l’aggressore;
– il secondo motivo si sostanzia in una generica contestazione della decisione
impugnata, senza evidenziare alcun reale vizio della motivazione, sia sotto il
profilo della congruenza che della logicità, e senza operare alcun aggancio al
risultato istruttorio; trattasi inoltre di doglianza che, soprattutto, passa del tutto
sotto silenzio la pur esistente motivazione offerta sul punto dalla Corte
territoriale (la quale ha rilevato che Marinkovic è stato riconosciuto con certezza
dalla persona offesa, che non aveva nessuna avversione nei confronti
dell’imputato, visto che non lo conosceva neppure);
– nessun congruente argomento è stato speso per giustificare l’applicazione
dell’attenuante della provocazione, di cui non sono stato illustrati nemmeno fli
estremi (a meno che si voglia ritenere tale, al di fuori di ogni logica, l’aver

1

– che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, a

segnalato con gli abbaglianti la scorrettezza della manovra posta in essere
dall’imputato);
– le censure che riguardano il trattamento sanzionatorio sono inammissibili per
genericità e perché non tengono conto della specifica motivazione esibita dal
giudicante, che ha sottolineato i numerosi precedenti penali dell’imputato.
2) che la ritenuta inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze di cui

ad escludere ogni profilo di colpa, anche l’applicazione della prescritta sanzione
pecuniaria, il cui importo stimasi equo fissare in euro mille;
P. T. M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore della Cassa delle
Ammende.
Così deciso il 6/2/2015

all’articolo 616 cod.proc.pen., ivi compresa, in assenza di elementi che valgano

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