Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14795 del 06/02/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14795 Anno 2015
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: SETTEMBRE ANTONIO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
BRUNO MARIO N. IL 15/07/1953
avverso la sentenza n. 102/2007 GIUDICE DI PACE di SALA
CONSILINA, del 10/01/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANTONIO
SETTEMBRE;

Data Udienza: 06/02/2015

RITENUTO IN FATTO
– che con l’impugnata sentenza il Giudice di pace di Sala Consilina ha condannato
Bruno Mario a pena di giustizia per lesioni personali in danno di Cervino Michele;
– che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, a
mezzo del proprio difensore, lamentando che: a) è stata illogicamente esclusa la
legittima difesa; b) non è stato tenuto conto della tacita remissione di querela;

CONSIDERATO IN DIRITTO

1) che il ricorso va dichiarato inammissibile in quanto:
– il primo motivo si sostanzia in una indebita contestazione del risultato
probatorio, che poggia sulle circostanziate dichiarazioni della persona offesa e sul
certificato medico prodotto in atti, che attesta lesioni perfettamente compatibili
con la narrazione dell’offeso. Del resto, nessun plausibile argomento è speso per
avallare la tesi della legittima difesa, dato il contesto unanimemente descritto
(l’imputato era in compagnia del fratello; entrambi erano armati ed erano
accompagnati da cani, mentre il Cervino era solo e nemmeno lucido);
– la remissione giudiziale può essere solo espressa, mentre, nella specie,
non vi è stata nessuna univoca manifestazione di volontà;
– quanto alla pena, viene contestato l’esercizio del potere sanzionatorio da
parte del giudice del merito, correttamente motivato, e viene contestata una
pena che, contrariamente alle deduzioni del ricorrente, è vicina al minimo
edittale;
2) che la ritenuta inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze di cui
all’articolo 616 cod.proc.pen., ivi compresa, in assenza di elementi che valgano
ad escludere ogni profilo di colpa, anche l’applicazione della prescritta sanzione
pecuniaria, il cui importo stimasi equo fissare in euro mille;
P. T. M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore della Cassa delle
Ammende.
Così deciso il 5/2/2015

c) la pena è illegittima, perché immotivatamente eccessiva.

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