Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14783 del 06/02/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14783 Anno 2015
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: SETTEMBRE ANTONIO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
TITONE ANTONINO N. IL 15/11/1961
avverso la sentenza n. 4654/2013 CORTE APPELLO di PALERMO,
del 17/03/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANTONIO
SETTEMBRE;

Data Udienza: 06/02/2015

RITENUTO IN FATTO
– che con l’impugnata sentenza la Corte di Appello di Palermo, ha confermato
quella emessa dal giudice di prima cura, che ha condannato Titone Antonino per
inosservanza degli obblighi imposti col provvedimento di applicazione della

24/11/2010 – 28/7/2011 – 2/8/2011);
– che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, a
mezzo del proprio difensore, denunciando una violazione di legge e una illogicità
della motivazione riguardo alla affermazione della sua penale responsabilità,
nonché una mancanza di motivazione riguardo al mancato riconoscimento della
continuazione (anche se nel secondo motivo si parla, apparentemente, delle
attenuanti generiche).
CONSIDERATO IN DIRITTO

1) che il ricorso va dichiarato inammissibile in quanto:
– il primo motivo si sostanzia in una generica contestazione della decisione
impugnata, senza evidenziare alcun reale vizio della motivazione, sia sotto il
profilo della congruenza che della logicità, e senza operare alcun aggancio al
risultato istruttorio; trattasi inoltre di doglianza che, soprattutto, passa del tutto
sotto silenzio la pur esistente motivazione offerta sul punto dalla Corte
territoriale (la quale ha rilevato che gli operanti non si limitarono a suonare il
citofono, ma bussarono più volte alla porta dell’abitazione e chiamarono
l’imputato ad alta voce, affinché si rendesse disponibile al controllo);
– il secondo motivo è inammissibile, perché proposto per la prima volta in
cassazione;
2) che la ritenuta inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze di cui
all’articolo 616 cod.proc.pen., ivi compresa, in assenza di elementi che valgano
ad escludere ogni profilo di colpa, anche l’applicazione della prescritta sanzione
pecuniaria, il cui importo stimasi equo fissare in euro mille;
P. T. M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore della Cassa delle
Ammende.
1

sorveglianza speciale di PS (non veniva trovato presso l’abitazione nei giorni

Così deciso il 6/2/2015

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