Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14758 del 20/11/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 14758 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
CUCOS ANDREEA MARILENA N. IL 31/12/1985
HANGANU VASILE N. IL 09/04/1980
avverso la sentenza n. 3921/2014 GIUDICE UDIENZA
PRELIMINARE di GENOVA, del 07/04/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 20/11/2014

Cucos Andre&Marilena e Hanganu Vasile ricorrono avverso la sentenza 7.4.14, emessa dal G.u.p.
del Tribunale di Genova ai sensi degli artt.444 ss. c.p.p., con la quale è stata applicata, per i reati
loro anche in concorso ascritti, unificati ex art.81 cpv. c.p., alla Cucos la pena di anni due e mesi
quattro di reclusione e all’Hanganu, concesse attenuanti generiche, la pena — condizionalmente
sospesa — di anni due di reclusione.

comma 1, lett.c) ed e) c.p.p. per mancanza di motivazione anche in ordine alla concedibilità delle
attenuanti generiche, alla luce di una .
Hanganu deduce violazione dell’art.606, comma 1, lett.e) c.p.p., per difetto di motivazione, poiché
quella adottata non rispondeva < ai requisiti minimi di esistenza, completezza e logicità del discorso argomentativo su cui è fondata la decisione>.
Osserva la Corte che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, sia perché generici, sia in
quanto manifestamente infondati, atteso che il giudice, nell’applicare la pena concordata — che per
la Cucos non prevedeva la concessione delle attenuanti ex art.62-bis c.p. – , si è da un lato adeguato
a quanto contenuto nell’accordo tra le parti e, dall’altro, ha escluso che ricorressero i presupposti
dell’art.129 c.p.p., facendo riferimento al contenuto , nonché agli elementi indicati dal g.i.p. nella sua ordinanza di custodia
cautelare.
Tale motivazione, avuto riguardo alla speciale natura dell’accertamento in sede di applicazione
della pena su richiesta delle parti, appare pienamente adeguata ai parametri richiesti per tale genere
di decisioni, secondo la costante giurisprudenza di legittimità (v., tra le altre, Sez.un., 27 settembre
1995, Serafino; Sez.un., 25 novembre 1998, Messina; Sez.II, 17 febbraio 2012, n.6455).
Alla inammissibilità dei ricorsi segue la condanna di ciascun ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€ 1.500,00.

Deduce la ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, violazione dell’art.606,

P.Q.M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento ciascuno delle spese
processuali e della somma di € 1.500,00 in favore della Cassa delle ammende.

Roma, 20 novembre 2014

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA