Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14752 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14752 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
FIORENZI ALBERTO N. IL 07/07/1962
avverso la sentenza n. 7154/2012 GIUDICE UDIENZA
PRELIMINARE di ANCONA, del 02/10/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 20/11/2014

Fiorenzi Alberto ricorre avverso la sentenza 2.10.13, emessa dal G.i.p. del Tribunale di Ancona ai
sensi degli artt.444 ss. c.p.p., con la quale gli è stata applicata, per il reato di bancarotta fraudolenta
aggravata, concesse attenuanti generiche prevalenti, la pena — condizionalmente sospesa – di anni
uno e mesi otto di reclusione.
Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, violazione dell’art.606,

delle condotte addebitate all’imputato>, dal momento che la relazione del curatore e pertanto il giudice avrebbe dovuto
emettere sentenza di proscioglimento ex art.129 c.p.p. e non apoditticamente escludere la
sussistenza di ogni ipotesi di proscioglimento.
In ogni caso — conclude il ricorrente — era mancata la valutazione di congruità della pena indicata,
come pure era stato omesso il vaglio della richiesta di compensazione, integrale o almeno parziale,
delle spese di parte civile.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, sia perché generico, sia in
quanto manifestamente infondato, atteso che il giudice, nell’applicare la pena concordata, si è da un
lato adeguato a quanto contenuto nell’accordo tra le parti e, dall’altro, ha escluso che ricorressero i
presupposti dell’art.129 c.p.p., facendo riferimento al complesso delle risultanze istruttorie e
ritenendo, quanto alle spese di parte civile, insussistenti ragioni per una compensazione ex art.444,
comma 2, c.p.p.
Tale motivazione, avuto riguardo alla speciale natura dell’accertamento in sede di applicazione
della pena su richiesta delle parti, appare pienamente adeguata ai parametri richiesti per tale genere
di decisioni, secondo la costante giurisprudenza di legittimità (v., tra le altre, Sez.un., 27 settembre
1995, Serafino; Sez.un., 25 novembre 1998, Messina; Sez.II, 17 febbraio 2012, n.6455).
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€ 1.500,00.

comma 1, lett. b) c.p.p. perché < ben poteva escludersi gran parte, se non addirittura la totalità, P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di € 1.500,00 in favore della Cassa delle ammende. Roma, 20 novembre 2014

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