Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14746 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14746 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
FUMAROLA DANIELA N. IL 28/05/1966
avverso la sentenza n. 282/2010 CORTE APPELLO SEZ.DIST. di
TARANTO, del 16/05/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 20/11/2014

Fumarola Daniela ricorre avverso la sentenza 16.5.13 della Corte di appello di Lecce-sezione
distaccata di Taranto con la quale, in parziale riforma di quella in data 2.11.09 del Tribunale di
Taranto, è stato concesso anche il beneficio della non menzione della condanna, per il reato di cui
all’art.595 c.p. in ordine al quale è stata condannata alla pena – condizionalmente sospesa – di
€1.500,00 di multa, oltre al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile.

con-nna 1, lett.b) ed e) c.p.p. per carenza di motivazione in ordine al giudizio di responsabilità,
fondato su meri indizi privi di riscontri, mai avendo le dichiarazioni rilasciate offeso l’onore o il
decorso del querelante Milano Vito Filippo.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile in quanto del tutto generico,
atteso che la censura è formulata in modo stereotipato, senza alcun collegamento concreto con la
motivazione della sentenza impugnata, della quale non vengono nemmeno precisamente individuati
i capi o i punti oggetto di doglianza, laddove i giudici di merito hanno compiutamente evidenziato
la portata diffamatoria dell’insinuazione di cui alle dichiarazioni dell’imputata secondo cui gli
amministratori del Consorzio di bonifica `Stomara e Tara’ perseguivano deliberatamente interessi
personali.
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna della ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma di favore della Cassa delle Ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.
P.Q.M.
La Corte, dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di € 1.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.
Roma, 20 novembre 2014

Deduce la ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, violazione dell’art.606,

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