Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14724 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14724 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SAVANI PIERO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
PAGANO RAFFAELE N. IL 29/01/1950
avverso la sentenza n. 2054/2012 CORTE APPELLO di FIRENZE, del
30/10/2012
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERO SAVANI;

Data Udienza: 20/11/2014

IN FATTO E DIRITTO
Con la sentenza in epigrafe la Corte d’appello di Firenze, applicata la non menzione, ha confermato nel resto la sentenza emessa in data 12 dicembre 2001 dal Tribunale di Pistoia, Sezione distaccata di Monsummano Terme, appellata da PAGANO Raffaele, dichiarato responsabile dei
reati di lesioni aggravate e porto di strumento atto ad offendere, commessi il 26 giugno 2008.
Propone ricorso per cassazione l’imputato deducendo vizio di motivazione sul ricorrere della legittima difesa o in ogni caso della provocazione.
Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile in quanto manifestamente infondato.
La Corte di merito ha chiaramente evidenziato come la presenza del prevenuto nel cortile della
ditta dove la persona offesa aveva posteggiato la propria auto per recarsi al lavoro, dopo la poco
commendevole vicenda di reciproci atteggiamenti inurbani ed aggressivi per situazioni di viabilità, non avesse giustificazione alcuna (a parte affermazioni non dimostrate del prevenuto sulla necessità di salutare un mai indicato amico che colà lavorava) e come l’essersi procurato appositamente il tagliacarte, strumento apoditticamente collegato all’attività di camionista del PAGANO,
fosse atteggiamento di aggressiva contrapposizione all’antagonista, incompatibile con una legittima necessità di difesa, se non in un’incultura muscolare che non merita considerazione in un
contesto di civile convivenza.
Altrettanto adeguata la motivazione della Corte sull’inesistenza di una provocazione da porre a
carico di chi abbia reagito in modo francamente inurbano e criticabile ad un primo atto di inciviltà ed arroganza quale quello di una pericolosa immissione nel traffico in violazione delle regole
di circolazione.
All’inammissibilità del ricorso consegue, ai sensi dell’art. 616 C.P.P., la condanna del ricorrente
al pagamento delle spese del procedimento e — per i profili di colpa correlati all’irritualità
dell’impugnazione — di una somma in favore della Cassa delle ammende nella misura che, in ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in €. 1.000,00#.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento della somma di €. 1.000,00# alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 20 novembre 2014.

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