Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14717 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14717 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SABEONE GERARDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
PETROVIC IVAN ALIAS… N. IL 21/03/1981
avverso la sentenza n. 2204/2012 CORTE APPELLO di VENEZIA, del
24/10/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GERARDO SABEONE ;

Data Udienza: 20/11/2014

RITENUTO IN FATTO
1. La Corte di Appello di Venezia con l’impugnata sentenza ha confermato
la sentenza di primo grado che aveva condannato Petrovic Ivan per i reati di
furto aggravato e possesso di documenti falsi.

mezzo del proprio difensore, lamentando quale unico motivo una violazione di
legge quanto alla mancata applicazione della continuazione tra il furto e il falso in
documenti.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è inammissibile in quanto manifestamente infondato il motivo
di doglianza.
2. Tra gli indici rivelatori dell’identità del disegno criminoso non possono
non essere apprezzati la distanza cronologica tra i fatti, le modalità della
condotta, la tipologia del reati, il bene protetto, l’omogeneità delle violazioni, la
causale, le condizioni di tempo e di luogo.
Anche attraverso la constatazione di alcuni soltanto di detti indici, purché
siano pregnanti e idonei ad essere privilegiati in direzione del riconoscimento o
del diniego del vincolo in questione, il Giudice deve accertare se sussista o meno
la preordinazione di fondo che cementa le singole violazioni (v. Cass. Sez. I 20
aprile 2000 n. 1587).
Secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte, per aversi unicità
del disegno criminoso occorre che in esso risultino ricomprese le diverse azioni
od omissioni sin dal primo momento e nei loro elementi essenziali, nel senso
che, quando si commette la prima azione, già si sono deliberate tutte le altre,
come facenti parte di un tutto unico.
Le singole condotte, quindi, devono essere ricollegate ad un’unica
previsione, di cui i diversi reati costituiscano la concreta realizzazione, cosicché i
reati successivamente commessi devono essere delineati fin dall’inizio nelle loro
connotazioni essenziali, non potendo identificarsi il requisito psicologico indicato
nell’articolo 81 cod.pen. con un generico programma delinquenziale (v. di
recente Cass. Sez. I 9 gennaio 2013 n. 8513).
Nella specie, la Corte territoriale ha logicamente motivato sulla
impossibilità di applicazione della chiesta continuazione, facendo buon uso della
giurisprudenza di questa Corte dianzi evidenziata.
1

2. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, a

3. L’inammissibilità del ricorso determina, infine, la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in
favore della Cassa delle Ammende.
P.T.M.

pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore
della Cassa delle Ammende.

Così deciso il 20 novembre 2014.

La Corte, dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al

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