Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14715 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14715 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SAVANI PIERO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
LOIACONO LUIGI N. IL 25/02/1975
avverso l’ordinanza n. 812/2010 CORTE APPELLO SEZ.DIST. di
TARANTO, del 21/10/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERO SAVANI;

Data Udienza: 20/11/2014

IN FATTO E DIRITTO
Con l’ordinanza in epigrafe la Corte d’appello di Lecce, Sezione distaccata di Taranto, ha dichiarato l’inammissibilità dell’appello proposto, avverso la sentenza emessa in data 25 gennaio 2010,
dal locale Tribunale, Sezione distaccata di Grottaglie, da LOIACONO Luigi, dichiarato responsabile del delitto di furto pluriaggravato, commesso il 30 maggio 2007.
Propone ricorso per cassazione l’imputato deducendo vizio di motivazione sulla ritenuta genericità dei motivi di impugnazione laddove l’appellante aveva censurato la prima sentenza per aver
ritenuto la responsabilità sulla base della sola confessione.
Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile in quanto manifestamente infondato poiché la
Corte di merito ha correttamente rilevato che in tema di responsabilità l’appello si era limitato ad
affermare: “agli atti manca qualsiasi prova certa ed inequivocabile della responsabilità penale..”, senza altri riferimenti agli argomenti usati dal giudice di prime cure.
Quanto al trattamento sanzionatorio l’appellante aveva sostenuto che:” potevano concedersi le
attenuanti generiche con criterio di prevalenza con conseguente diminuzione della pena..” a
fronte dell’applicazione delle attenuanti generiche con criterio di equivalenza, senza alcuna argomentazione che riferita alla sentenza del primo giudice rilevasse l’incongruità della valutazione ex art. 69 c.p.
All’inammissibilità del ricorso consegue, ai sensi dell’art. 616 C.P.P., la condanna del ricorrente
al pagamento delle spese del procedimento e — per i profili di colpa correlati all’irritualità
dell’impugnazione — di una somma in favore della Cassa delle ammende nella misura che, in ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in €. 1.000,00#.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento della somma di €. 1.000,00# alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 20 novembre 2014.

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