Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14707 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14707 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SAVANI PIERO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
BAJRAMOVIC ENISA N. IL 28/07/1987
HAMIDOVIC REFYA N. IL 15/01/1983
avverso la sentenza n. 2325/2013 CORTE APPELLO di GENOVA, del
04/12/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERO SAVANI;

Data Udienza: 20/11/2014

IN FATTO E DIRITTO
Con la sentenza in epigrafe la Corte d’appello di Genova ha confermato la sentenza emessa in data 7
giugno 2012 dal Tribunale di La Spezia, appellata da BAJRAMOVIC Enisa ed HAMIDOVIC
Reyfa, dichiarati responsabili del delitto di furto aggravato in concorso, commesso il 30 maggio
2007.
Propongono distinti ricorsi per cassazione gli imputati.
Il primo deduce violazione di legge e difetto di motivazione sul ricorrere del concorso quale
configurato a suo carico, per mancanza di prova del suo comportamento sulle scale della Stazione
ferroviaria che giustificasse le affermazioni dei giudici del merito di sua partecipazione al fatto. In
ogni caso lamenta mancata applicazione delle attenuanti generiche.
La seconda ricorrente lamenta difetto di motivazione sulla mancata applicazione dell’art. 62 n. 4
c.p.
I ricorsi sono entrambi inammissibili.
La HAMIDOVIC propone una questione che dalla non contestata narrativa della sentenza del
giudice d’appello non risulta fosse stata sottoposta con l’impugnazione, e peraltro manifestamente
infondata dovendosi tener conto del valore intrinseco del portafogli, del suo contenuto e dei danni
causati per il recupero di piena operatività dei documenti contenuti.
Il ricorso del primo imputato è manifestamente infondato atteso che propone una ricostruzione del
fatto alternativa a quella motivatamente ritenuta dai giudici del merito chiedendo al giudice di
legittimità una diversa valutazione del fatto.
Quanto alle attenuanti generiche le stesse sono state motivatamente escluse con adeguato
riferimento a parametri, quali quello della negativa personalità delle imputate, gravate di plurimi
precedenti, previsti dall’art. 133 c.p. valutabili anche ai fini di cui all’art. 62 bis c.p.
All’inammissibilità dei ricorsi consegue, ai sensi dell’art. 616 C.P.P., la condanna di ciascun
ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e — per i profili di colpa correlati all’irritualità
dell’impugnazione — di una somma in favore della Cassa delle ammende nella misura che, in
ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in €. 1.000,00# per ognuno.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese
processuali e ciascuna al versamento della somma di €. 1.000,00# alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 0 novembre 2014.

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