Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14698 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14698 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SAVANI PIERO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
CRESCIMONE ANGELA N. IL 02/04/1978
avverso la sentenza n. 1359/2009 CORTE APPELLO SEZ.DIST. di
TARANTO, del 30/09/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERO SAVANI;

Data Udienza: 20/11/2014

IN FATTO E DIRITTO
Con la sentenza in epigrafe la Corte d’appello di Lecce, Sezione distaccata di Taranto, ha confermato la sentenza emessa in data 16 giugno 2009 dal locale Tribunale, Sezione distaccata di
Manduria, appellata da CRESCIMONE Angela, dichiarata responsabile del delitto di furto in abitazione, commesso il 5 marzo 2006, con recidiva ex art. 99, IV co., c.p..
Propone ricorso per cassazione l’imputata deducendo vizio di motivazione sulla responsabilità
affermata in base a riconoscimento fotografico e a dichiarazioni della persona offesa.
Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile in quanto generico e manifestamente infondato
poiché la Corte di merito ha chiaramente ed adeguatamente evidenziato come la ricostruzione del
fatto, basato sull’acquisizione della denuncia della persona offesa, a causa del decesso della stessa poco tempo dopo il fatto, avesse dimostrato in modo del tutto chiaro ed attendibile come la
prevenuta fosse la persona che, assieme ad altra, era entrata in casa dell’anziana poi derubata,
presentandosi come Lucia Rossi, e si era intrattenuta a colloquio con la donna, mettendosi in
condizioni di essere poi agevolmente riconosciuta.
All’inammissibilità del ricorso consegue, ai sensi dell’art. 616 C.P.P., la condanna della ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e — per i profili di colpa correlati all’irritualità
dell’impugnazione — di una somma in favore della Cassa delle ammende nella misura che, in ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in €. 1.000,004.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento della somma di €. 1.000,00# alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 20 novembre 2014.

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