Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14693 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14693 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SAVANI PIERO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
POLLASTRELLI MARIA N. IL 02/03/1956
BORRELLI MASSIMILANO N. IL 29/11/1977
PALUMBO GIORGIO N. IL 15/11/1979
BORRELLI ELENA N. IL 02/01/1981
BORRELLI FABIO N. IL 14/03/1979
avverso la sentenza n. 6569/2009 CORTE APPELLO di NAPOLI, del
18/10/2012
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERO SAVANI;

Data Udienza: 20/11/2014

IN FATTO E DIRITTO
Con la sentenza in epigrafe la Corte d’appello di Napoli, dichiarata la prescrizione per alcuni reati
Con rideterminazione della pena, ha confermato nel resto la sentenza emessa in data 25 settembre
2008 dal Tribunale di Noia, appellata, fra l’altro, da POLLASTRELLI Maria, BORRELLI
Massimiliano, PALUMBO Giorgio, BORRELLI Elena e BORRELLI Fabio, dichiarati responsabili
del delitto di sequestro di persona, commesso il 6 settembre 2003.
Propongono distinti ma identici ricorsi per cassazione gli imputati che deducono violazione di legge
e difetto di motivazione sulla qualificazione giuridica e la responsabilità.
Osserva il Collegio che i ricorsi sono è inammissibili in quanto del tutto generici, le censure
essendo formulate in modo stereotipato, senza alcuna considerazione degli elementi evidenziati e
degli argomenti spesi nella sentenza impugnata. Sicché l’assenza di un collegamento concreto con
la motivazione di questa impedisce di ritenere rispettati i requisiti di forma e di contenuto minimo
voluti per l’impugnazione di legittimità, che deve rivolgersi al provvedimento e non può invocare
una mera rilettura dei fatti.
All’inammissibilità dei ricorsi consegue, ai sensi dell’art. 616 C.P.P., la condanna di ciascun
ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e — per i profili di colpa correlati all’irritualità
dell’impugnazione — di una somma in favore della Cassa delle ammende nella misura che, in
ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in E. 1.000,00# per ognuno.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese
processuali e ciascuno al versamento della somma di €. 1.000,00# alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il I novembre 2014.

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