Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 1469 del 20/11/2012


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 1469 Anno 2013
Presidente: LOMBARDI ALFREDO MARIA
Relatore: MULLIRI GUICLA

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
Torci Tiziano, nato a Reggio Emilia il 4.7.64
indagato art. 6 L. 401/89

avverso la ordinanza del G.i.p. presso il Tribunale di Milano dell’11.2.12

Sentita la relazione del cons. Guida Mùlliri;
Visto il parere scritto del P.M., dr. Aurelio Galasso, che ha chiesto l’annullamento con
rinvio dell’ordinanza impugnata;

RITENUTO IN FATTO

1. Vicenda processuale e provvedimento impugnato – Con il provvedimento impugnato,
il G.i.p. ha convalidato il provvedimento emesso dal Questore ex art. 6 I. 401/89 con cui ha
disposto nei confronti del ricorrente il divieto di accedere a tutte le competizioni calcistiche
nazionali ed europee per la durata di tre anni nonché, per analogo periodo, l’obbligo di
presentarsi trenta minuti dopo l’inizio e trenta minuti prima della fine di ogni incontro di calcio
riguardante la squadra della Reggiana.

Data Udienza: 20/11/2012

2. Motivi del ricorso – Avverso tale decisione, il sottoposto ha proposto ricorso,
tramite difensore, deducendo:
1) violazione di legge per inosservanza, da parte del P.M. del termine di 48 ore
entro cui richiedere la convalida della misura del questore. La circostanza è stata evidenziata,
nel proprio provvedimento, dallo stesso G.i.p. che, però, l’ha superata sostenendo che, ai fini
della efficacia del provvedimento, è sufficiente che il G.i.p. si pronunci entro le 96 ore. Il
ricorrente obietta citando due massime di segno opposto (sez. VI 23.10.98 n. 3195 e Sez. I 26.3.03, n.
20654);

3) difetto di motivazione in ordine alle raoioni di un obbligo di presentazione per
due volte;
4) difetto di indicazione specifica Mie partite durante le quali l’interessato deve
presentarsi;
Il ricorrente conclude invocando l’annullamento della ordinanza impugnata.

CONSIDERATO IN DIRITTO
3. Motivi della decisione alle residue doglianze.

Il primo motivo di ricorso è fondato ed assorbente rispetto

Pur non potendosi negare, infatti, l’esistenza di qualche oscillazione interpretativa sul
punto (v. ad esempio Sez. III, 9.11.11., Tomasi, Rv. 251598) questo Collegio ritiene di doversi allineare al più
recente indirizzo espresso (Sez. III, 16.2.11, Sessarego, Rv. 249857; Sez, III 27.6.12, Ponessa, n. 29160) secondo
cui, in tema di turbative nello svolgimento di manifestazioni sportive, la mancata richiesta di
convalida da parte del P.M. del provvedimento questorile impositivo dell’obbligo di
presentazione all’autorità di P.S., nel termine di quarantotto ore dalla notifica all’interessato,
determina l’inefficacia della misura.
Ed infatti, a tale convincimento si deve pervenire in considerazione di una
interpretazione costituzionalmente orientata da darsi alla normativa sulle misure di cui all’art.
6 L. 401/89.
Dal momento che l’imposizione dell’obbligo di presentazione all’autorità di polizia in
concomitanza con incontri sportivi deve essere considerata una misura limitativa della libertà
personale, tanto da dover essere controllata con atto motivato dell’autorità giudiziaria, anche i
termini ivi previsti per la richiesta di convalida da parte del P.M. e la decisione del G.i.p.
devono essere letti – al pari dell’art. 390 c.p.p. – nell’ottica dell’art. 13, 3 0 comma, cost.,
sussistendo, cioè, la necessità che il destinatario del provvedimento abbia “una piena e previa
conoscenza dei diritti di difesa” di cui può fruire nel giudizio di convalida.
Di qui, la necessità di non sottovalutare l’importanza del termine imposto anche al P.M.
per richiedere la convalida.
Come è pacifico, nella specie, detto termine non è stato osservato e, per l’effetto, il
provvedimento del questore non è stato correttamente convalidato dal G.i.p. la cui ordinanza
deve essere annullata senza rinvio per essere affetta da errata applicazione della norma
processuale.
Di conseguenza, va anche dichiarata la cessazione di efficacia del provvedimento del
Questore di Milano del 19.1.12, limitatamente all’obbligo di presentazione, ed occorre che, a
cura della cancelleria, sia data comunicazione al Questore di Milano del dispositivo del presente
provvedimento.

P.Q.M.
Visti gli artt. 615 e ss. c.p.p.
2

2) difetto di motivazione in ordine alle ragioni i necusità ed urgenza poste alla
base del provvedimento;

Annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata e dichiara cessata l’efficacia del provvedimento del
Questore di Milano del 19.1.12, limitatamente all’obbligo di presentazione.
Manda alla cancelleria di trasmettere il presente dispositivo al Questore di Milano
Così deciso il 20 novembre 2012

Il Presidente

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