Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14683 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14683 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SAVANI PIERO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
KURPALI GAZMEN N. IL 02/01/1978
avverso la sentenza n. 2654/2011 CORTE APPELLO di MILANO, del
11/12/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERO SAVANI;

Data Udienza: 20/11/2014

IN FATTO E DIRITTO
Con la sentenza in epigrafe la Corte d’appello di Milano ha confermato la sentenza emessa in data 19 gennaio 2011 dal Tribunale di Monza, Sezione distaccata di Desio, appellata da KURPALI
Gazmen, dichiarato responsabile del delitto di falso in autorizzazioni amministrative, commesso
il 19 dicembre 2005.
Propone ricorso per cassazione l’imputato deducendo vizio di motivazione sul ricorrere della
grossolanità del falso e sulla prescrizione del reato.
Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile in quanto generico e manifestamente infondato
poiché la Corte di merito ha chiaramente evidenziato come il documento sequestrato fosse stato
individuato come falso dopo accertamenti e comparazioni da parte della polizia giudiziaria con
riò escludendosi una rilevabilità da chiunque della falsità.
Quanto alla prescrizione, rileva il Collegio che la prescrizione collocabile al 19 giugno 2013, è
stata prorogata di giorni 181 a causa di una richiesta di rinvio dell’udienza del 13 maggio 2010,
che comporta lo scadere del termine in data 17 dicembre 2013, successiva a quella [11 dicembre
2013] della pronuncia della sentenza in grado di appello, con la conseguenza che
l’inammissibilità per altro verso del ricorso impedisce di considerare formato un valido rapporto
di impugnazione e di considerare operativa la causa di estinzione del reato intervenuta successivamente alla pronuncia della sentenza di appello.
All’inammissibilità del ricorso consegue, ai sensi dell’art. 616 C.P.P., la condanna del ricorrente
al pagamento delle spese del procedimento e — per i profili di colpa correlati all’irritualità
dell’impugnazione — di una somma in favore della Cassa delle ammende nella misura che, in ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in €. 1.000,00#.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento della somma di €. 1.000,00# alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 20 novembre 2014.

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