Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14670 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14670 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SAVANI PIERO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
FIORILLO SALVATORE N. IL 04/10/1963
avverso la sentenza n. 2273/2010 CORTE APPELLO di NAPOLI, del
07/12/2012
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERO SAVANI;

Data Udienza: 20/11/2014

IN FATTO E DIRITTO
Con la sentenza in epigrafe la Corte d’appello di Napoli ha confermato la sentenza emessa in data
16 marzo 2009 dal locale Tribunale, appellata da FIORILLO Salvatore, dichiarato responsabile
del delitto di bancarotta fraudolenta, commesso il 18 maggio 2005.
Propone ricorso per cassazione l’imputato deducendo violazione di legge e vizio di motivazione
sul mancato accoglimento di un’istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore; sulla
responsabilità; sul ricorrere dell’attenuante ex art. 219, u.c. Legge fallimentare.
Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile in quanto generico in tema di responsabilità,
avendo la Corte di merito adeguatamente valorizzato gli elementi che portavano all’affermazione
di responsabilità a fronte dei quali il ricorso non supera il livello della aspecificità; ugualmente,
manifestamente infondato è il motivo relativo al trattamento sanzionatorio, avendo adeguatamente rilevato la Corte territoriale che un danno superiore ai 42.000,00# Euro non può essere definito
di speciale tenuità.
Quanto al primo motivo, correttamente la Corte di Appello ha osservato che l’istanza di rinvio
non sarebbe stata da accogliere, non avendo il difensore adempiuto all’onere (cfr. SU, Rv.
244109) di documentare l’impossibilità di farsi sostituire.
All’inammissibilità del ricorso consegue, ai sensi dell’art. 616 C.P.P., la condanna del ricorrente
al pagamento delle spese del procedimento e — per i profili di colpa correlati all’irritualità
dell’impugnazione — di una somma in favore della Cassa delle ammende nella misura che, in ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in €. 1.000,00#.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento della somma di €. 1.000,00# alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 20 novembre 2014.

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