Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14669 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14669 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SABEONE GERARDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
CUCINOTTA CARMELO N. IL 05/05/1968
avverso la sentenza n. 3766/2013 CORTE APPELLO di TORINO, del
14/10/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GERARDO SABEONE ;

Data Udienza: 20/11/2014

RITENUTO IN FATTO

che con l’impugnata sentenza la Corte di Appello di Torino ha

confermato, per quanto d’interesse del presente giudizio, la sentenza di prime

– che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione
l’imputato, a mezzo del proprio difensore, denunciando una violazione di legge e
una motivazione illogica in merito alla affermazione della penale responsabilità.

CONSIDERATO IN DIRITTO

– che il ricorso va dichiarato inammissibile in quanto il motivo si sostanzia
in una indebita rivisitazione delle risultanze probatorie e perchè non è possibile
più svolgere tale attività avanti questa Corte di legittimità; trattasi inoltre di
doglianza che, per un verso, passa del tutto sotto silenzio la pur esistente
motivazione offerta sul punto dalla Corte territoriale e, per altro verso, non vale
a scalfire la granitica giurisprudenza di questa Corte in tema di c.d. doppia
conforme;
– giova rammentare, in punto di diritto e in via generale, come in tema di
ricorso per cassazione, quando ci si trovi dinanzi a una “doppia pronuncia
conforme” e cioè a una doppia pronuncia (in primo e in secondo grado) di eguale
segno (vuoi di condanna, vuoi di assoluzione), l’eventuale vizio di travisamento
possa essere rilevato in sede di legittimità, ex articolo 606 cod.proc.pen., comma
1, lett. e), solo nel caso in cui il ricorrente rappresenti (con specifica deduzione)
che l’argomento probatorio asseritamente travisato sia stato per la prima volta
introdotto come oggetto di valutazione nella motivazione del provvedimento di
secondo grado (v. Cass. Sez. IV 10 febbraio 2009 n. 20395);
– a maggior ragione nessuna violazione di legge si è realizzata in quanto i
Giudici del merito hanno inquadrato correttamente i fatti nel contestato reato di
lesioni personali sia dal punto di vista dell’elemento materiale che di quello
soggettivo;
– che la ritenuta inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze di
cui all’articolo 616 cod.proc.pen., ivi compresa, in assenza di elementi che
1

cure che aveva condannato Cucinotta Carmelo per il reato di lesioni personali;

valgano ad escludere ogni profilo di colpa, anche l’applicazione della prescritta
sanzione pecuniaria, il cui importo stimasi equo fissare in euro mille;
P. T. M.

La Corte, dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al

della Cassa delle Ammende.

Così deciso il 20 novembre 2014.

pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore

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