Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14668 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14668 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SAVANI PIERO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
LAMA MASSIMO N. IL 09/10/1969
avverso la sentenza n. 12261/2009 CORTE APPELLO di NAPOLI, del
21/10/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERO SAVANI;

Data Udienza: 20/11/2014

A,

IN FATTO E DIRITTO
Con la sentenza in epigrafe la Corte d’appello di Napoli ha confermato la sentenza emessa in data
18 luglio 2009 dal locale Tribunale, appellata da LAMA Massimo, dichiarato responsabile del
delitto di furto aggravato di energia elettrica, commesso fino al giugno 2006.
Propone ricorso per cassazione l’imputato deducendo vizio di motivazione sul ricorrere
dell’aggravante ex art. 625, n. 2 c.p. e sul trattamento sanzionatorio.
Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile in quanto generico e manifestamente infondato
poiché la Corte di merito ha chiaramente evidenziato, sulla scorta di costante giurisprudenza,
come costituisca mezzo fraudolento l’abusivo allaccio alla rete ENEL esterna.
Inammissibili perché risolventesi in censure su valutazioni di merito, insuscettibili, come tali, di
aver seguito nel presente giudizio di legittimità, sono le doglianze in tema di trattamento sanziohatorio, giacché la motivazione della impugnata sentenza si sottrae ad ogni sindacato per avere
adeguatamente richiamato i plurimi precedenti penali, elementi sicuramente rilevanti ex artt. 133
e 62 bis C.P. — nonché per le connotazioni di complessiva coerenza dei suoi contenuti
nell’apprezzamento della gravità dei fatti. Né il ricorrente indica elementi non considerati in positivo decisivi ai fini di una diversa valutazione.
All’inammissibilità del ricorso consegue, ai sensi dell’art. 616 C.P.P., la condanna del ricorrente
al pagamento delle spese del procedimento e — per i profili di colpa correlati all’irritualità
dell’impugnazione — di una somma in favore della Cassa delle ammende nella misura che, in ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in €. 1.000,00#.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento della somma di €. 1.000,00# alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 20 novembre 2014.

I

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