Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14664 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14664 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
JOVANOVIC SILVANA N. IL 15/04/1973
avverso la sentenza n. 465/2013 CORTE APPELLO di TRIESTE, del
18/09/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 20/11/2014

Jovanovic Silvana ricorre avverso la sentenza 18.9.13 della Corte di appello di Trieste che ha
confermato quella, in data 26.10.12, del G.i.p. di Udine con la quale è stata condannata, per il reato
di concorso in tentato furto aggravato in abitazione, concesse attenuanti generiche equivalenti, alla
pena di anni uno, giorni dieci di reclusione ed € 200,00 di multa.
Deduce la ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, violazione dell’art.606,

erroneamente negata l’attenuante di cui all’art.62 n.6 c.p., pur avendo l’imputata riparato il danno
cagionato alla p.o. con l’offerta di € 300,00, somma verosimilmente corrispondente all’effettiva
entità del pregiudizio arrecato.
Inoltre — conclude la ricorrente — non era stato considerato né il buon comportamento processuale
tenuto né le precarie condizioni economiche e sociali della prevenuta.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, sia perchè generico, atteso che
le censure sono formulate in modo stereotipato, senza alcun collegamento concreto con la
motivazione della sentenza impugnata, sia perchè manifestamente infondato, avendo il giudice di
secondo grado, con motivazione congrua ed immune da vizi di illogicità, nel ritenere congrua la
pena determinata dal primo giudice, negato l’invocata attenuante in considerazione della
insufficienza della somma offerta (reputata invece idonea a consentire il riconoscimento delle
attenuanti generiche) a risarcire il danno morale cagionato alla parte lesa Passon Doris, rimasta
gravemente traumatizzata dall’accaduto, consistito nell’ingresso abusivo dell’imputata e della sua
complice nell’appartamento dove l’anziana donna viveva sola, spacciandosi come dipendente
comunale inviata per aiutarla nelle faccende domestiche.
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna della ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma di favore della Cassa delle Ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.

comma 1, lett.b) ed e) c.p.p. , con riferimento al trattamento sanzionatorio, essendo stata

P.Q.M.
La Corte, dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di € 1.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Roma, 20 novembre 2014

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