Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14663 del 20/11/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 7 Num. 14663 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

l’oRDIN ANzAl
sul ricorso proposto da:
PULSIANO PIETRO N. IL 22/06/1971
avverso la sentenza n. 2681/2009 CORTE APPELLO di BOLOGNA,
del 29/11/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 20/11/2014

FATTO E DIRITTO
Pulsiano Pietro ricorre avverso la sentenza 29.11.13 della Corte di appello di Bologna che ha
confermato quella in data 14.5.08 del Tribunale di Piacenza con la quale è stato condannato, per il
reato di minaccia grave, concesse attenuanti generiche equivalenti solo alla contestata recidiva, alla
pena di mesi due di reclusione ed € 900,00 di multa, dichiarata interamente condonata.

comma 1, lett. e) c.p.p. per essere la responsabilità stata basata sulle sole dichiarazioni della parte
lesa.
In ogni caso, si deduce l’intervenuta prescrizione del reato, consumato il 27.4.06.
Osserva la Corte come al Pulsiano, pur con la concessione delle attenuanti generiche, ritenute
equivalenti alla contestata recidiva, per il reato di cui al comma 2 dell’art.612 c.p., sia stata irrogata
la pena detentiva prevista dal cpv. del predetto articolo.
Senonchè, la recidiva riceve nel vigente ordinamento penale un trattamento giuridico del tutto
identico a quello previsto, in generale, per le circostanze aggravanti del reato, sicché, ai fini della
determinazione della pena, occorre procedere alla valutazione globale della fattispecie,
circostanziata da aggravanti ed attenuanti, ed alla conseguente individuazione dell’incidenza del
risultato di tale valutazione sulla determinazione stessa.
Ne consegue che il giudizio di equivalenza delle concesse attenuanti generiche non può che
ricomprendere, oltre alla recidiva, anche la fattispecie aggravata dell’art.612 c.p., con il risultato che
la pena da irrogare non può che essere quella pecuniaria, prevista dal comma 1 dell’art.612 c.p.
All’odierno ricorrente è stata quindi irrogata una pena illegale, ma poiché il reato risulta alla data
odierna prescritto, essendo stato commesso il 27.4.06, la sentenza impugnata deve essere annullata
senza rinvio per essere il reato di cui all’art.612, comma 1, c.p. estinto ai sensi dell’art.157 c.p.

Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, violazione dell’art.606,

P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata per essere il reato estinto per prescrizione.

Roma, 20 novembre 2014

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA