Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14651 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14651 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
SORACE ANDREA N. IL 18/04/1978
avverso la sentenza n. 1243/2013 TRIBUNALE di RIMINI, del
24/05/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 20/11/2014

Sorace Andrea ricorre avverso la sentenza 24.5.13, emessa dal Tribunale di Rimini ai sensi degli
artt.444 ss. c.p.p., con la quale gli è stata applicata, per il reato di cui agli artt.110,453-455 c.p.,
concesse attenuanti generiche equivalenti alla contestata recidiva, la pena di anni uno di reclusione
ed € 400,00 di multa.
Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, violazione dell’art.606,

della contraffazione, pur in assenza di motivazione circa le caratteristiche delle banconote, nonché
per avere erroneamente ritenuto sussistente la recidiva reiterata ex art.99, comma 4, c.p., mai in
precedenza ritenuta sussistente e comunque non motivata e non configurabile in relazione al
certificato del casellario giudiziale.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, sia perché generico, sia in
quanto manifestamente infondato, atteso che il giudice, nell’applicare la pena concordata, si è da un
lato adeguato a quanto contenuto nell’accordo tra le parti — e senza che le questioni non dedotte
dalle parti possano essere affrontate ex officio, in quanto trovano una preliminare soluzione negativa
e la necessaria sintesi nell’accordo che non le contempla – e, dall’altro, ha escluso che ricorressero i
presupposti dell’ art.129 c.p.p., facendo riferimento, in particolare, al contenuto delle dichiarazioni
confessorie rese dall’imputato, sorpreso nella flagrante detenzione di 68 banconote false da 20 euro,
in parte detenute anche dal coimputato (non ricorrente) Menghi Alberto.
Tale motivazione, avuto riguardo alla speciale natura dell’accertamento in sede di applicazione
della pena su richiesta delle parti, appare pienamente adeguata ai parametri richiesti per tale genere
di decisioni, secondo la costante giurisprudenza di legittimità (v., tra le altre, Sez.un., 27 settembre
1995, Serafino; Sez.un., 25 novembre 1998, Messina; Sez.II, 17 febbraio 2012, n.6455).
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€ 1.500,00.

comma 1, lett.b),c) ed e) c.p.p. per avere il giudice incomprensibilmente escluso la grossolanità

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di € 1.500,00 in favore della Cassa delle ammende.

Roma, 20 novembre 2014

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