Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14647 del 20/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14647 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SAVANI PIERO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MENEGHETTI LUCIO N. IL 26/02/1955
avverso la sentenza n. 745/2010 CORTE APPELLO di VENEZIA, del
28/11/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERO SAVANI;

Data Udienza: 20/11/2014

IN FATTO E DIRITTO
Con la sentenza in epigrafe la Corte d’appello di Venezia ha confermato la sentenza emessa in
data 11 giugno 2009 dal Tribunale di Treviso, Sezione distaccata di Montebelluna, appellata da
MENEGHETTI Lucio, dichiarato responsabile del delitto di falso in autocertificazione, commesso il l° giugno 2007.
Propone ricorso per cassazione l’imputato deducendo violazione di legge per la declaratoria di
contumacia del prevenuto nel giudizio di appello, intervenuta nonostante dichiarazione del difensore di adesione all’astensione dalle udienze proclamata dall’OUA, in presenza quindi del solo
difensore d’ufficio nominato ex art. 97 IV co. c.p.p. in sostituzione del difensore non comparso.
Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile in quanto manifestamente infondato poiché la
costante giurisprudenza al proposito ha ritenuto (cfr. Rv. 232373; Rv. 232905; Rv. 240103) che,
in caso di legittimo impedimento o di astensione del difensore, il giudice ben può valutare la corretta instaurazione del contraddittorio processuale e la correttezza della vocatio in ius, preliminare rispetto alla valutazione dell’impedimento del difensore a comparire, e dichiarare la contumacia alla presenza del difensore nominato d’ufficio ex art. 97, IV co., c.p.p., che rappresenta legittimamente l’imputato non comparso.
All’inammissibilità del ricorso consegue, ai sensi dell’art. 616 C.P.P., la condanna del ricorrente
al pagamento delle spese del procedimento e — per i profili di colpa correlati all’irritualità
dell’impugnazione — di una somma in favore della Cassa delle ammende nella misura che, in ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in E. 1.000,00#.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento della somma di E. 1.000,00# alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 20 novembre 2014.

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