Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14643 del 23/10/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14643 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: POSITANO GABRIELE

Data Udienza: 23/10/2014

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
EL OMARI AZIZ N. IL 23/08/1974
avverso la sentenza n. 2067/2014 TRIBUNALE di MILANO, del
26/02/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO;

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IN FATTO E DIRITTO
Il difensore di El Omari Aziz propone ricorso per cassazione contro la sentenza emessa dal
Tribunale di Milano, ai sensi dell’art. 444 c.p.p, per avere rilasciato false dichiarazioni e per
avere contraffatto la carta di soggiorno, lamentando la violazione degli artt. 444 e 129 c.p.p.
attesa l’insufficiente motivazione dell’applicazione della pena, con riferimento al mancato
proscioglimento ex art. 129 c.p.p.
Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile perché si dà espressamente atto,

previste dall’art. 444 c.p.p. per l’applicazione della pena su richiesta, ivi compresa quella
costituita dall’assenza dei presupposti per la pronuncia di sentenza assolutoria ai sensi dell’art.
129 c.p.p.; il che basta ad escludere ogni violazione di legge ed a soddisfare le esigenze di
motivazione proprie delle pronunce del genere di quella impugnata, qualora facciano difetto
(come si verifica nel caso di specie) specifici elementi, ricavabili dal testo del medesimo
provvedimento o indicati nell’atto di gravame, dai quali possa invece desumersi che taluna
delle suddette condizioni fosse mancante (ved. in proposito, fra le altre: Cass. IV, 11 maggio 7 luglio 1992 n. 7768, Longo, RV 191238; Cass. III, 19 aprile – 1 giugno 2000 n. 1693,
Petruzzelli, RV 216583; Cass. II, 21 maggio – 30 giugno 2003 n. 27930, Lasco, RV 225208;
Cass. IV, 13 luglio 17 ottobre 2006 n. 34494, PG c. Koumya, RV 234824; Cass. I, 10 gennaio
– 6 febbraio 2007 n. 4688, Brendolin, RV 236622; Cass. II, 17 novembre 2011 – 17 febbraio
2012 n. 6455, Alba, RV 252085).
Alla pronuncia di inammissibilità consegue ex art. 616 cod. proc. pen, la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento, in favore della Cassa
delle ammende, di una somma che, in ragione delle questioni dedotte, appare equo
determinare in euro 1.500,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di euro 1.500 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 23/10/2014

nell’impugnata sentenza, della ritenuta sussistenza delle condizioni tutte, positive e negative,

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