Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14635 del 23/10/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14635 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: POSITANO GABRIELE

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MUNTEAN FLORIN N. IL 03/05/1984
LINGURAR DOREL N. IL 28/02/1969
CONSTANTIN PERSEC MINUS N. IL 23/11/1972
avverso la sentenza n. 1933/2013 CORTE APPELLO di TORINO, del
23/10/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO;

Data Udienza: 23/10/2014

IN FATTO E DIRITTO
Il difensore di Muntean Florin, Lingural Derel e Constantin Persec Minus propone ricorso per
cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Torino, del 23 ottobre 2013, la quale, in
parziale riforma della decisione emessa dal Tribunale di Aosta, in data 21 febbraio 2013,
riduceva la pena inflitta ad uno degli imputati, confermando la affermazione di responsabilità
relative a due episodi di tentativo di furto aggravato di materiale elettrico. Con il ricorso la
difesa lamenta la manifesta illogicità della motivazione, per il mancato accoglimento della

concessione delle circostanze attenuanti generiche.
Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile in quanto del tutto generico, le censure
essendo formulate in modo stereotipato, senza alcuna considerazione degli elementi
evidenziati e degli argomenti spesi nella sentenza impugnata.
Sicché l’assenza di un collegamento concreto con la motivazione di questa impedisce di
ritenere rispettati i requisiti di forma e di contenuto minimo voluti per l’impugnazione di
legittimità, che deve rivolgersi al provvedimento e non può invocare una mera rilettura dei
fatti.
Alla pronuncia di inammissibilità consegue ex art. 616 cod. proc. pen, la condanna di ciascuno
dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento, in favore della
Cassa delle ammende, di una somma che, in ragione delle questioni dedotte, appare equo
determinare in euro 1.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna ciascun ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro 1.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 23/10/2014

richiesta di assoluzione e riguardo all’eccessività della pena, oltre che per la mancata

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