Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14634 del 23/10/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14634 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: POSITANO GABRIELE

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
BEVILACQUA PATRIZIO N. IL 01/02/1986
ARCATI GIOVANNI N. IL 27/05/1985
avverso la sentenza n. 617/2013 CORTE APPELLO di REGGIO
CALABRIA, del 25/06/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO;

Data Udienza: 23/10/2014

IN FATTO E DIRITTO
Bevilacqua Patrizio e Arcati Giovanni propongono separati ricorsi per cassazione contro la
sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, in data 25 giugno 2013, che
confermava la decisione resa dal Tribunale di Reggio Calabria, in data 14 febbraio 2013 con la
quale gli imputati erano stati ritenuti responsabili del reato di furto pluriaggravato, commesso
il 28 dicembre 2012. Con i ricorsi gli imputati lamentano la violazione dell’articolo 133 del
codice penale, poiché la Corte d’Appello non avrebbe dato conto delle ragioni per le quali ha

Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile in quanto del tutto generico, le censure
essendo formulate in modo stereotipato, senza alcuna considerazione degli elementi
evidenziati e degli argomenti spesi nella sentenza impugnata. Per il resto la censura è
destituita di fondamento dovendosi richiamare il noto e consolidato orientamento
giurisprudenziale, quale espresso, fra le più recenti, da Cass. H, 26 giugno – 18 settembre
2009 n. 36245, Denaro, RV 245596, secondo cui: “La specifica e dettagliata motivazione in
ordine alla quantita’ di pena irrogata, specie in relazione alle diminuzioni o aumenti per
circostanze, e’ necessaria soltanto se la pena sia di gran lunga superiore alla misura media di
quella edittale, potendo altrimenti essere sufficienti a dare conto dell’impiego dei criteri di cui
all’art. 133 cod. pen. le espressioni del tipo: «pena congrua», «pena equa» o
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