Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14627 del 23/10/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14627 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: POSITANO GABRIELE

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
CASONI ELENA N. IL 08/11/1934 parte offesa nel procedimento c/

Aie i&A/A

avverso il decreto n. 14696/2010 GIP TRIBUNALE di ‘
08/07/2013

;’ 111 A k

del

dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO;

Data Udienza: 23/10/2014

IN FATTO E DIRITTO
Il difensore di Casoni Elena propone ricorso per cassazione contro il decreto di archiviazione
emesso in data 8 luglio 2013 dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Modena,
con riferimento al reato di cui all’articolo 485 del codice penale, per il quale la ricorrente aveva
presentato querela per la punizione di colui che aveva apposto la propria falsa sottoscrizione
sul “documento sui rischi generali degli investimenti”. Con il ricorso contesta la valutazione
operata dal primo giudice riguardo all’incertezza sull’an della contestata falsificazione della

l’atto di opposizione e la violazione delle norme CEDU, poste a tutela dell’effettività dei ricorsi
giurisdizionali.
Il ricorso va dichiarato inammissibile, alla luce del noto e consolidato orientamento
giurisprudenziale (del tutto ignorato, però, nell’atto di gravame), secondo cui, nel caso di
ordinanza di archiviazione pronunciata all’esito di procedura camerale partecipata, il ricorso per
cassazione, in forza del combinato disposto di cui agli artt. 410, comma 3, 409, comma 6, e
127, comma 5, c.p.p., è ammesso soltanto per violazione del contraddittorio (in tal senso:
Cass. S.U. 9 giugno – 3 luglio 1995 n. 24, Bianchi, RV 201381; Cass. V, 21 ottobre – 15
novembre 1999 n. 5052, Andreucci, RV 215629; Cass. VI, 5 dicembre 2002- 9 gennaio 2003
n. 436, Mione, RV 223329; Cass. I, 7 febbraio – 14 marzo 2006 n. 8842, p.o. in proc. Laurino
ed altri, RV 233582; Cass. I, 3 febbraio – 9 marzo 2010 n. 9440, p.o. in proc. Di Vincenzo ed
altri, RV 246779). Al contrario, il ricorso è proposto per motivi di merito.
Alla pronuncia di inammissibilità consegue ex art. 616 cod. proc. pen, la condanna della
ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento, in favore della Cassa
delle ammende, di una somma che, in ragione delle questioni dedotte, appare equo
determinare in euro 1.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di euro 1.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 23/10/2014

sottoscrizione, la ritenuta irrilevanza o non concludenza dei mezzi di prova prospettati con

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