Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14626 del 23/10/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 14626 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: POSITANO GABRIELE

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
TROVATO ANGELO N. IL 16/09/1975
avverso la sentenza n. 2276/2007 CORTE APPELLO di CATANIA, del
22/03/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO;

Data Udienza: 23/10/2014

IN FATTO E DIRITTO
Trovato Angelo propone ricorso per cassazione contro la sentenza emessa dalla Corte d’Appello
di Catania, in data 22 marzo 2013, che confermava la decisione del Giudice dell’udienza
preliminare del Tribunale di Catania, del 25 maggio 2007 che aveva riconosciuto l’imputato
colpevole per il reato di furto aggravato dell’autovettura di Battiato Giuseppe, così
riqualificando l’originaria contestazione di riciclaggio e soppressione di targa. Con il ricorso per
cassazione l’imputato rileva la nullità della sentenza per violazione degli articoli 62 bis e 133

circostanze attenuanti generiche e alla conseguente dosimetria della pena.
Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile perché le censure appaiono, alla luce della
motivazione del provvedimento impugnato, manifestamente infondate, sono nella sostanza
generiche e si rivolgono a considerazioni di fatto insuscettibili di rivalutazione in questa sede.
La Corte d’Appello ha evidenziato che il Trovato, con riferimento al primo profilo, aveva
ammesso la condotta relativa al furto dell’autovettura, quando era già stato raggiunto da gravi
indizi in ordine al più grave reato di riciclaggio, in quanto l’autovettura sequestrata risultava
intestata alla moglie, la quale, però, aveva riferito che l’effettivo utilizzatore era il marito.
Correttamente, pertanto, il profilo collaborativo è stato adeguatamente ridimensionato e,
tenuto conto della personalità dell’imputato, gravato da innumerevoli precedenti, anche di tipo
specifico, appare adeguata e giustificata la mancata concessione delle circostanze generiche,
difettando elementi di segno positivo suscettibili di favorevole apprezzamento. Per le stesse
ragioni e con riferimento specifico ai criteri dell’articolo 133 del codice penale, la Corte
territoriale ha ritenuto adeguata la pena, a fronte di una censura aspecifica sul punto.
Alla pronuncia di inammissibilità consegue ex art. 616 cod. proc. pen, la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento, in favore della Cassa
delle ammende, di una somma che, in ragione delle questioni dedotte, appare equo
determinare in euro 1.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di euro 1.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 23/10/2014

del codice penale e per vizio di motivazione, riguardo al mancato riconoscimento delle invocate

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA