Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14619 del 23/10/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14619 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: POSITANO GABRIELE

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MAGAGNINO TONI N. IL 25/04/1974
avverso la sentenza 0/201XGIUDICE DI PACE di PESCARA, del
09/04/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO;

Data Udienza: 23/10/2014

IN FATTO E DIRITTO
Il difensore di Magagnino Toni propone atto di appello avverso la sentenza emessa, in data 9
aprile 2013, dal Giudice di pace di Pescara, con la quale l’imputato è stato condannato alla
pena di euro 50, per il reato previsto all’articolo 612 codice penale. Con provvedimento del 14
gennaio 2014 il Tribunale di Pescara, rilevato che la sentenza oggetto di impugnazione non era
appellabile, ha convertito l’appello in ricorso ed ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte
di Cassazione, ai sensi dell’articolo 568, quinto comma, del codice di rito. Con l’atto di

giuridica delle parole minacciose profferite dall’imputato nei confronti della querelante.
A prescindere dalla fondatezza del ricorso, la sottoscrizione dei motivi di impugnazione da
parte di difensore non iscritto nell’albo speciale determina (come nel caso di specie), ai sensi
dell’art. 613 cod. proc. pen., l’inammissibilità del ricorso per cassazione anche nel caso in cui
sia stato convertito in questo mezzo l’atto di appello erroneamente proposto dalla parte (Sez.
3, n. 48492 del 13/11/2013 – dep. 04/12/2013, Scolaro, Rv. 258000).
Alla pronuncia di inammissibilità consegue ex art. 616 cod. proc. pen, la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento, in favore della Cassa
delle ammende, di una somma che, in ragione delle questioni dedotte, appare equo
determinare in euro 1.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di euro 1.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 23/10/2014

impugnazione il difensore lamenta l’insussistenza di prove certe circa la effettiva rilevanza

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