Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14616 del 23/10/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14616 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: POSITANO GABRIELE

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
DELLA TORRE FRANKO ALIAS N. IL 18/07/1984
avverso la sentenza n. 4579/2013 CORTE APPELLO di MILANO, del
22/11/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO;

Data Udienza: 23/10/2014

IN FATTO E DIRITTO
Il difensore di Della Torre Franko propone ricorso per cassazione contro la sentenza emessa
dalla Corte d’Appello di Milano, in data 22 novembre 2013, con la quale, in riforma della
decisione del Tribunale di Milano, del 22 maggio 2013, l’imputato era stato condannato alla
pena di mesi cinque di reclusione, perché ritenuto responsabile del reato previsto dagli articoli
482 e 477 del codice penale, riguardo alla falsità della patente di guida e della carta di identità.
Con il ricorso l’imputato lamenta vizio di motivazione riguardo alla mancata concessione delle

senza considerare il profilo della pericolosità dell’imputato.
Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile in quanto introduce solo profili di fatto che non
possono trovare ingresso in questa sede. Va ribadito, infatti, che il sostrato fattuale della
vicenda in ordine alla quale sono state elevate le imputazioni oggetto di giudizio, non può
essere più posto in discussione in questa sede di legittimità, giacché la relativa ricostruzione
risulta, per quanto già detto, del tutto plausibile e logica. In questa sede, va solo verificata la
correttezza giuridica dell’affermata riconducibilità dei profili fattuali alle ipotesi di reato e tale
verifica ha esito ampiamente positivo, posto che l’impianto giustificativo espresso dal giudice a
quo non è affetto da errori di sorta. Per il resto la Corte territoriale ha adeguatamente motivato
il diniego delle attenuanti generiche sulla base dell’applicazione di una misura di prevenzione
nei confronti dell’imputato.
Alla pronuncia di inammissibilità consegue ex art. 616 cod. proc. pen, la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento, in favore della Cassa
delle ammende, di una somma che, in ragione delle questioni dedotte, appare equo
determinare in euro 1.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di euro 1.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 23/10/2014

attenuanti generiche, per avere il giudice di appello valorizzato soltanto i precedenti penali

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