Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14613 del 23/10/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14613 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: POSITANO GABRIELE

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
LONGOBARDI ALESSANDRO N. IL 24/10/1986
avverso la sentenza n. 4047/2010 CORTE APPELLO di MILANO, del
26/09/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO;

Data Udienza: 23/10/2014

IN FATTO E DIRITTO
Longobardi Alessandro propone ricorso per cassazione contro la sentenza emessa dalla Corte
d’Appello di Milano, in data 26 settembre 2013, che confermava la decisione presa dal Giudice
per l’udienza preliminare del Tribunale di Monza, Sezione distaccata di Desio, del 26 gennaio
2010, che aveva condannato l’imputato alla pena di mesi sei di reclusione ed euro 300 di multa
per furto aggravato di un ciclomotore. Con il ricorso l’imputato lamenta la violazione
dell’articolo 533 del codice di rito, ritenendo insufficienti gli elementi probatori, costituiti dalla

responsabilità. In secondo luogo, in violazione dell’articolo 546 del codice di rito, la Corte
territoriale si sarebbe limitata a ritenere infondate le doglianze difensive poste a sostegno
dell’appello. Con il terzo motivo lamenta il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche
in considerazione del modesto disvalore del fatto, che avrebbe consentito un giudizio più
favorevole di quello di mera equivalenza tra le circostanze.
Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile in quanto i tre motivi sono del tutto generici.
Le censure sono formulate in modo stereotipato, senza alcuna considerazione degli elementi
evidenziati e degli argomenti spesi nella sentenza impugnata.
Sicché l’assenza di un collegamento concreto con la motivazione di questa impedisce di
ritenere rispettati i requisiti di forma e di contenuto minimo voluti per l’impugnazione di
legittimità, che deve rivolgersi al provvedimento e non può invocare una mera rilettura dei
fatti.
Alla pronuncia di inammissibilità consegue ex art. 616 cod. proc. pen, la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento, in favore della Cassa
delle ammende, di una somma che, in ragione delle questioni dedotte, appare equo
determinare in euro 1.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di euro 1.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 23/10/2014

disponibilità del motorino e dalla fuga precipitosa dell’imputato, ai fini della affermazione della

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